20 novembre 2017
Aggiornato 18:01
Campi nomadi

Stop all'illegalità nei campi nomadi di Torino: chi non rispetta le regole verrà espulso

Per la stesura del nuovo regolamento per la gestione dei campi nomadi autorizzati sono stati coinvolti tre assessorati comunali, poiché il tema tocca congiuntamente problemi di sicurezza, igiene ambientale e legalità. Un'operazione di concerto dunque in cui lavoreranno insieme ufficio Nomadi, Circoscrizioni e Polizia Municipale

TORINO - La città di Torino muove i primi passi verso il superamento di campi nomadi e per farlo punta su un nuovo regolamento che favorisce la legalità e l'integrazione sociale. Il testo è stato approvato oggi, martedì 29 agosto, dalla Giunta e sarà presto oggetto di analisi da parte del Consiglio Comunale. Se tutto va come deve andare, le nuove norme entreranno in vigore già dal prossimo ottobre. «Sicuramente, nonostante lo spirito collaborativo che anima questo regolamento, non possiamo predire come finirà», ha commentato l'assessore alla Sicurezza Roberto Fianrdi, «ma crediamo che sia giunto il momento di fare qualcosa per far fronte a una situazione da troppo tempo ignorata. Io sono ottimista». 

REGOLAMENTO - Il nuovo regolamento fa riferimento ai quattro campi autorizzati presenti in città: l'area Sangone di corso Unione Sovietica 655, il campo di via Germagnano, l'area Le Rose di via Lega 50 e strada dell'Aeroporto 235/25. Per ciascuno di questi insediamenti è stata definita innanzitutto una capienza massima da rispettare e chi vi abita riceverà un nulla osta (del costo di  600 euro annui per ogni piazzola) della validità di un anno. Tale permesso sarà rinnovabile e potrà essere concesso in via straordinaria anche per sei mesi o meno (in occasione di eventi particolari). Per poter risiedere nei campi sarà inoltre necessario, va da sè, avere tutti i documenti in regola, non essere stati espulsi in precedenza da altri campi e disporre di un reddito annuale non superiore ai 20mila euro. Le sanzioni per chi non rispetta le regole del campo andranno da 100 a 500 euro fino a, pena massima, l'espulsione dall'insediamento. Il rispetto delle aree che sono, di fatto, patrimonio della città; l'assolvimento dell'obbligo scolastico; lo smaltimento regolare dei rifiuti; il divieto di costruzioni abusive e il pagamento delle utenze energetiche sono i pilastri del nuovo regolamento ha spiegato infine l'assessore al Walfare Sonia Schellino.

DELEGATI - Il piano d'azione prevede inoltre che, per ogni area di sosta vengano selezionati tre delegati, scelti all'interno della comunità, che rappresenteranno gli occupanti. Questi avranno il delicato compito di dialogare con le istituzioni e con le forze dell'ordine per garantire una convivenza pacifica e serena. «Sono gli stessi abitanti dei campi a volere il regolamento, a volersi sentire integrati, o almeno la maggior parte di loro», ha commentato l'assessore all'Ambiente Alberro Unia. Per la stesura del regolamento sono stati coinvolti tre assessorati comunali, poichè il tema della gestione dei campi nomadi tocca congiuntamente problemi di sicurezza, igiene ambientale e legalità. Un'operazione di concerto dunque in cui lavoreranno insieme ufficio Nomadi, Circoscrizioni e Polizia Municipale.