25 giugno 2019
Aggiornato 05:00
Violenza sessuale

Arrestato il masturbatore seriale dei bus Gtt, l’accusa è di violenza sessuale

Denunciato due volte, per il momento è stato arrestato solo per il secondo episodio. Il giovane, 26 anni, aveva «sporcato» due donne in due occasioni diverse, prima sulla linea 68 e poi sulla 59

TORINO - Nella serata di ieri è arrivato l’arresto per il marocchino di 26 anni denunciato da due donne diverse per essersi masturbato addosso a loro all’interno dei mezzi pubblici. Per la Procura di Torino si profila il reato di violenza sessuale, in particolare con riferimento al secondo episodio emerso e cioè quello avvenuto a inizio agosto sulla linea 59. In quell’occasione una donna, mentre si recava a lavoro su un bus abbastanza vuoto, aveva dovuto subire la vicinanza del ventiseienne nonostante i suoi tentativi di spostarsi in diverse parti del mezzo pubblico. Temeva volesse metterle le mani nella borsa e invece, quando il giovane marocchino è sceso alla fermata dei Giardini Reali, ha scoperto che le intenzioni erano ben diverse: toccandosi il pantalone aveva capito di essere stata «sporcata». Da lì la denuncia che ha portato all’arresto di ieri sera per violenza sessuale.

SCONCERTO DOPO IL PRIMO EPISODIO - Dopo la denuncia presentata da una prima donna e il riconoscimento del reo grazie alle riprese fatte dalle videocamere di sorveglianza installate sul bus della linea 68, era scoppiato un piccolo caso anche politico perché per il gip Alessandra Cecchelli in quell’occasione non si poteva prefigurare il reato di violenza sessuale e quindi l’arresto del ventiseienne. «Senza contatto fisico non c’è violenza sessuale» aveva sostenuto il giudice per le indagini preliminari, nonostante il ragazzo avesse eiaculato addosso alla passeggera che aveva poi sporto denuncia. A nulla erano valse le parole della vittima: l’accusa era rimasta di atti osceni in luogo pubblico tra lo sconcerto generale.