26 settembre 2017
Aggiornato 13:00
Cronaca

Cassazione, sentenza shock: «Lo spaccio? Fatto di lieve entità», pusher graziato

I giudici torinesi avevano mandato in carcere un cittadino nordafricano di 45 anni, ma la Cassazione ha ribaltato la sentenza

Operazione antispaccio al Parco del Valentino (© ANSA)

TORINO - «Lo spaccio? Fatto di lieve entità». E’ destinata a far discutere la sentenza della Cassazione che ha ribaltato quanto deciso da alcuni giudici torinesi che avevano relegato al carcere uno spacciatore nordafricano di 45 anni, bloccato dalle forze dell’ordine mentre era intento a spacciare sostanza stupefacente.

LA SENTENZA - Il pusher, secondo i giudici torinesi, avrebbe dovuto recarsi in carcere, ma la Cassazione ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato dello spacciatore. Il motivo? Lo spaccio occasionale viene considerato un fatto di «lieve entità». Il 45enne è stato fermato lo scorso marzo con addosso due pezzi di hashish di 23,9 e 3,8 grammi, un telefono cellulare e 605 euro in contanti: elementi che hanno fatto pensare agli investigatori di avere di fronte un pusher professionista. Una ricostruzione che non ha convinto la Cassazione che ha ribadito come «l’ipotesi del fatto di lieve entità non è incompatibile con lo spaccio non occasionale» e per questo motivo «è possibile configurare come lievi anche gli episodi che non costituiscono attuazione del programma criminoso associativo». Ecco perché il Tribunale del riesame di Torino sarà ora obbligato a rivedere la misura di custodia cautelare. Il pusher esce quindi graziato da questa querelle giudiziaria.