20 novembre 2017
Aggiornato 14:30
Ex Moi

Ex Moi, quando lo sgombero? Il futuro delle palazzine occupate dipende dal G7

La questione sicurezza è delicatissima: lo sgombero delle palazzine non è più rimandabile, ma a fine settembre le forze dell’ordine saranno impegnate al G7. Torino si interroga su come agire

Le palazzine ex Moi (© ANSA)

TORINO - Quando verrà sgomberato l’ex Moi? Dall’amministrazione non arriva una data certa, ma quello che è chiaro e che la liberazione delle palazzine non può più attendere: negli ultimi giorni altro 400 occupanti sono stati ritrovati nelle cantine, segno evidente di una situazione che i residenti definiscono esplosiva. Ecco perché la procedura dovrebbe iniziare a settembre, con una grossa incognita: il G7.

TEMPI E COSTI - Se apparentemente tra il G7 e l’ex Moi non sembrano esserci connessioni, in realtà un legame c’è ed è quello della sicurezza. Il problema è infatti garantire l’ordine pubblico in entrambi i casi e le due cose, seppur differenti, richiederanno un forte dispiegamento di forze dell’ordine. Per questo motivo si sta valutando se partire prima o dopo il summit, che si svolgerà a Venaria dal 26 al 30 settembre. Le posizioni delle istituzioni sono discordanti e un accordo non è stato ancora raggiunto. Le soluzioni sono due: iniziare la settimana prima del G7 o iniziare dopo la conclusione del summit. Va inoltre specificato come lo sgombero, pur partendo nelle prossime settimane, sarà molto lungo. Per liberare tutte le palazzine potrebbero volerci anni e c’è chi ha segnato nel calendario una data, il 2020. Un progetto importante dunque, che costerà oltre 2 milioni di euro, di cui 1.750.000 euro stanziati dalla Compagnia di San Paolo e 500.000 euro dal Ministero dell’Interno.

LA RICOLLOCAZIONE - Pare invece esserci sintonia sulla procedura da tenere per lo sgombero dell’ex Moi: in primo luogo verranno liberate le cantine, poi verranno murati gli accessi per far si che le persone non tornino ad occuparle. Un’operazione molto delicata e probabilmente lunga, visto che le persone andranno ricollocate. Qualche offerta di lavoro è già arrivata, soprattutto da alcuni cantieri navali sparsa per l’Italia, ma trovare un’occupazione a un numero così elevato di profughi è una vera e propria impresa. Capitolo alloggi: Comune e Diocesi hanno trovato una sistemazione per 150 persone circa, ma si lavora a testa bassa per trovare altre soluzioni. Lo sgombero dell’ex Moi si avvicina.