20 novembre 2017
Aggiornato 14:00
Addio a Marina Professione

L’ultimo saluto di Antonella alla sua Marina: «Siamo della stessa sostanza che non può sparire»

Durante il funerale il padre Massimo ha ricordato la figlia suonando e cantando le sue canzoni preferite. Presenti tante amiche e compagne di squadre

Marina Professione e l'auto che l'ha tamponata (© Carabinieri e Facebook)

TORINO - E’ stato un addio diverso dal solito, un ultimo saluto commosso e allo stesso tempo dato con un sorriso, come quello che aveva stampato sempre lei sul suo giovane volto. Erano presenti in tanti al funerale di Marina Federica Professione nella chiesa Madonna del Pilone in corso Casale 195: c’erano i genitori, gli amici, i conoscenti e diverse sue compagne di squadra del Real Torino che hanno firmato una di quelle magliette che indossava ogni fine settimana e per cui dava l’anima in campo e l’hanno adagiata sopra la bara. «Mary Mare», così aveva scelto di chiamarsi su Facebook e così l’ha più volte nominata don Gianni, non amava solo il calcio. Tra le sue passioni c’era quello della musica e proprio da un ristorante karaoke era uscita la notte del 20 agosto a San Secondo di Pinerolo prima di incontrare la morte. Il padre Massimo l’ha voluta ricordare proprio con le sue canzoni preferite, intonate tra un singhiozzo e l’altro e in mezzo a un mare di lacrime.

LA COMMOZIONE DEL PADRE - Negli ultimi giorni non ha mai smesso di condividere ricordi di sua figlia. L’amava alla follia e con lei condivideva tanti sorrisi e gioie. «La cosa peggiore che possa capitare a un genitore è essere svegliato alle 3 di notte e trovarsi di fronte gli agenti, uno dei quali ti dice che tua figlia ha avuto un incidente e non c’è più», ha detto in un silenzio totale della chiesa, «il respiro, il cuore, il cervello si fermano, tutto il mondo si ferma e le gambe non reggono». Quella notte il risveglio improvviso è stato un durissimo colpo per lui e per la sua famiglia.

I FIORI DELLA COMPAGNA - Quella sera con Marina c’era Antonella Di Gennaro, 42 anni, la sua compagnia di vita. Anche lei è indagata per la morte della ventenne insieme al ragazzo di 22 anni che era al volante dell’Alfa Romeo nonostante avesse un tasso alcolico oltre il limite consentito dalla legge. Quello che è avvenuto quella notte non è ancora chiaro e l’iscrizione nel registro degli indagati è stato un atto dovuto. Vicino alla porta della chiesa Madonna del Pilone, proprio di fronte al libro delle firme e alla foto di Marina sono stati messi i fiori di Antonella. Una mazzo di rose rosse e una frase: «Siamo della stessa sostanza che non può sparire».