19 novembre 2017
Aggiornato 22:00
Ex Moi

Ex Moi, parla Profumo: «Le palazzine? Non ci sarà alcun sgombero»

Il presidente della Compagnia di Sanpaolo spiega: «Modello di coesione sociale, il progetto prevede la ricerca di case e posti di lavoro per gli stranieri»

Le palazzine ex Moi (© ANSA)

TORINO - Non chiamatelo sgombero, parola di Francesco Profumo. Il presidente della Compagnia Sanpaolo è tornato a parlare dell’ex Moi, tema più che mai attuale visto che la liberazione delle palazzine si avvicina sempre di più. Come vi avevamo raccontato, nelle prossime settimane le prime persone verranno trasferite, ma guai a chiamarlo sgombero. Le parole di Profumo non lasciano spazio a dubbi: «Non ci saranno sgomberi, la parola non è contemplata. E' prevista la liberazione graduale delle case grazie a soluzioni abitative e a soluzioni formative e lavorative».

VISIONI DIFFERENTI - La visione di Profumo è ben diversa da quella di molti residenti della zona, esasperati da una convivenza sempre più difficile. Anche il quadro delineato dal numero uno di Compagnia Sanpaolo è differente da quello emerso nelle ultime ore: per Profumo infatti i soggetti che vivono nell’ex villaggio olimpico sarebbero solo 750, di cui 50 nelle cantine. Un dato che non convince Alessandro Lupi, consigliere della Circoscrizione. Numeri decisamente inferiori a quelli circolati recentemente e che non convincono Alessandro Lupi, consigliere della Circoscrizione 8: «Quella cifra è esclusivamente quella degli abusivi che hanno partecipato al vostro censimento farlocco dove chiedevate se volevano casa e lavoro, abbandoni i suoi salotti e venga insieme alla sua amica Appendino (si, quella che voleva le sue dimissioni e adesso è c--o e camicia con Lei) a farsi un giro al Moi a vedere veramente come stanno le cose». 

IL PROGETTO - Profumo spiega come il progetto Moi miri a creare un modello di sviluppo e di coesione sociale ma «c’è bisogno di pazienza e anche sul fronte della comunicazione bisogna stare attenti». Il progetto, finanziato con un milione e 750 mila euro della Compagnia e 500 mila dal Comune, prevede innanzitutto la ricerca di posti di lavoro: 20 persone hanno seguito corsi di formazione e sono partite per Veneto, Friuli e Liguria ma tante altre seguiranno lo stesso percorso. Nelle case libere inoltre potrebbero essere spostati alcuni stranieri che oggi vivono negli scantinati. Una cosa è certa: lo sgombero o la liberazione dell’ex Moi non può più attendere.