19 dicembre 2018
Aggiornato 01:00

Migliaia di musulmani al Parco Dora: è la festa più importante dell'anno

Si tratta della festività che meglio rappresenta, per la comunità musulmana, la totale sottomissione dell'uomo al Creatore. Anche quest'anno, come accade fin dagli anni '80, migliaia di musulmani torinesi si sono riuniti sotto le volte del Parco Dora per condividere insieme il momento della festa
Festa del Sacrifico 2017
Festa del Sacrifico 2017 (Il portale dell'Islam torinese)

TORINO - E' una delle feste più importanti di tutto il calendario islamico, l'Eid-ul-Adhā, ovvero la Festa del Sacrificio. Ricorrenza in cui i musulmani di tutto il mondo ricordano il momento in cui Abramo sacrifica un agnello al posto del figlio Ismaele. Si tratta della festività che meglio rappresenta, per la comunità musulmana, la totale sottomissione dell'uomo al Creatore. Una festa religiosa dunque, ma pur sempre una festa, paragonabile in qualche modo alla Pasqua cristiana, poichè anche qui i bambini ricevono doni e dolciumi e tutti vestono i loro abiti migliori per la celebrazione del rito. Anche quest'anno, come accade fin dagli anni '80, migliaia di musulmani torinesi si sono riuniti sotto le volte del Parco Dora per condividere insieme il momento della festa.

PREGHIERA - All’inizio della cerimonia l’assessore ai diritti Marco Giusta e Monica Cerruti, assessore regionale, hanno portato i saluti della Città ai partecipanti sottolineando l'importanza del rispetto e della conoscenza reciproca. Prima della preghiera inoltre sono stati raccolti fondi da destinare alle popolazioni terremotate del centro Italia. A conclusione delle celebrazioni ha parlato l'imam torinese Hamid Zariate, sollecitando la comunità a una maggiore apertura; si è trattato di un'occasione importante per riflettere su estremismi e integrazione in un momento così delicato della storia moderna. L’organizzazione dell'evento è stata affidata alle moschee di via Baretti e via Mottalciata e a fare gli onori di casa ci ha pensato Mohamed Ibrahim, presidente della moschea di via Saluzzo.

APERTURA - «Chi mi conosce, non ha paura» questo ha detto oggi l'Imam nel suo discorso, «E io sono d'accordo con lui» gli ha fatto eco Giusta nel suo discorso. «Dobbiamo aprire non solo le nostre moschee, ma anche i nostri cuori, ai nostri vicini, alla società in cui viviamo», prosegue Hamis Zariate, «A volte mi dicono "ma tu non sei come quelli che vediamo nei notiziari" ed è per questo che dobbiamo conoscerci, perché chi mi conosce non ha paura di me».