17 dicembre 2018
Aggiornato 13:00

Polemiche feroci sui vaccini, M5S: «Legge Lorenzin: incompetenza e incapacità»

Ecco tutti i dubbi sollevati negli ultimi giorni da quelli del Movimento 5 Stelle in merito alla legge che regolamenta le vaccinazioni obbligatorie
Polemiche sulle vaccinazioni
Polemiche sulle vaccinazioni (Diario di Torino)

TORINO - Se ne continua a discutere ma è ormai legge: le vaccinazioni sono un requisito fondamentale per accedere ai nidi e alle scuole materne (per bambini da 0 a 6 anni). E i bambini, non vaccinati secondo la norma, ma già iscritti prima della scadenza della legge (10 settembre 2017)? Sono iscritti, dal momento che l'iscrizione non decade, ma non possono frequentare? Ecco tutti i dubbi sollevati negli uiltimi giorni da quelli del Movimento 5 Stelle

M5S - «La legge dice che le vaccinazioni sono requisito per iscrizione a nidi e materne ma solo per l’anno 2019-2020, la non vaccinazione comporta la decadenza dall’iscrizione. E’ infatti impossibile comporre una norma retroattiva», chiariscono quelli del movimento, «ne consegue che qualora i bimbi fossero stati già iscritti prima della scadenza di legge (10 settembre 2017) non possono decadere dalla iscrizione. Da qui la recente interpretazione sconcertante dei due ministeri: sono iscritti ma non possono frequentare».

DATI - «È del tutto evidente che anche qualora, col ricatto dell’espulsione da nidi e materne, tutti i bimbi 0-6 anni si vaccinassero otterremmo ben poco dal punto di vista epidemiologico. Per il vaccino morbillo parotite rosolia (Mpr) parliamo al massimo di 450.000 bimbi non vaccinati (15% di 3 milioni di bimbi 0-6), tra questi al momento solo il morbillo pare dare problemi con un picco di 4000 infezioni nel 2017 (dati molto maggiori del 2016 ma pari al 2008 e 2011, con equivalente copertura vaccinale). Per il morbillo, ci sono decine di milioni di adulti non vaccinati e non immunizzati naturalmente che rappresentano il vero bacino della malattia, non i bimbi 0-6 non vaccinati. Infatti i dati nazionali ci dicono che i casi di morbillo si stanno spostando dai bambini agli adulti, con età media di 27 anni e casi più complicati rispetto a quelli dei bimbi. Perché dunque espellere violentemente dal sistema educativo centinaia di migliaia di bimbi senza ottenere risultati significativi? Le prime parole che ci vengono in mente sono: incompetenza ed incapacità».