21 febbraio 2019
Aggiornato 13:01
Tangenziale Nord

L’autovelox di corso Regina Margherita è ancora spento: «Ecco quando sarà riattivato»

Per colpa dei ritardi, quando l’occhio elettronico sarà riacceso il Comune di Torino avrà perso quasi un milione e mezzo di euro. E i lavori non saranno finiti prima del 2018
Autovelox di corso Regina Margherita
Autovelox di corso Regina Margherita

TORINO - Nel periodo estivo molto probabilmente avrebbe immortalato centinaia di automobilisti al giorno ma, per la fortuna dei più indisciplinati, è rimasto spento e lo sarà ancora per diversi mesi. Per la sostituzione e la riattivazione dell’autovelox fisso di corso Regina Margherita è stata infatti da poco individuata, tramite bando pubblico, la ditta che si occuperà di ripristinare l’impianto. Quindi non sarà possibile riaccendere l’occhio elettronico prima della fine dell’anno, come confermato, interpellati da noi, dalla Divisione Mobilità della polizia municipale di Torino.

UN ANNO PER I LAVORI - E pensare che i fondi per la sostituzione dell’autovelox che ormai guarda dall’alto l’imbocco (e l’uscita) della tangenziale Nord da dodici anni sono stati stanziati in fretta e furia prima della chiusura del Bilancio nel dicembre 2016. Si parla di 200mila euro, non certo pochi soldi. Da quel giorno un anno per completare il lavoro, nonostante a febbraio l’assessore Maria Lapietra avesse detto che per la primavera 2017 sarebbe stato tutto a posto, prima di smentirsi da sola con la pubblicazione del bando il 7 aprile che ha inesorabilmente allungato i tempi.

OLTRE UN MILIONE PERSO - Calcolatrice e parole di Lapietra alla mano, la Città di Torino, per colpa dello spegnimento delle telecamere avvenuto il 23 marzo 2016, ha già perso oltre un milione di euro e arriverà a perderne in totale quasi un milione e mezzo, calcolando che «gli incassi derivanti da quell’impianto sono di 800-900mila euro all’anno» come aveva detto l’assessore stesso qualche mese fa. Prima di riattivare l’autovelox sarà necessario sostituire il vecchio impianto e collaudare quello nuovo. Cosa che porterà via ancora altro tempo.