26 settembre 2017
Aggiornato 07:00
Officine Grandi Riparazioni

Torino ha un nuovo polo culturale d'avanguardia: le OGR tornano alla carica

Sulle ceneri dell'antica Torino industriale verranno inaugurate, il prossimo 30 settembre, le nuove e ristrutturate OGR. Lo stabile così rivisitato si trasformerà nel cuore pulsante della creatività, della cultura e dello spettacolo della città della Mole, grazie al più grande investimento diretto mai messo in campo da Fondazione CRT

TORINO - Nel complesso si tratta di 1.200 finestre, ognuna delle quali ha comportato una ponderata decisione, ognuna sofferta, ognuna finalizzata a non tradire l'assetto originale del luogo e, al contempo, a rendere l'edificio sicuro e funzionale. E' proprio questa cura al dettaglio, a mio avviso, che riassume al meglio l'intero spirito con cui sono stati affrontati i primi mille giorni di cantiere alle Officine Grandi Riparazioni di Torino. Un tempo luogo di restauro dei treni, poi abbandonate, dimenticate, oggi le vediamo tornare alle luci della ribalta grazie al più grande investimento diretto su un unico progetto mai messo in campo da Fondazione CRT. «Le OGR sono la sfida più straordinaria di tutti i 25 anni di storia della Fondazione CRT», ha spiegato il Presidente Giovanni Quaglia, «Senza la capacità di visione e l’enorme impegno finanziario della Fondazione, oggi le OGR sarebbero un luogo abbandonato privo di futuro». 

POLO CULTURALE - Sulle ceneri dell'antica Torino industriale verranno inaugurate dunque, il prossimo 30 settembre, le nuove e ristrutturate OGR. Lo stabile così rivisitato si trasformerà nel cuore pulsante della creatività, della cultura e dello spettacolo della città della Mole: da ex officine per la riparazione dei treni a nuove officine della cultura contemporanea, dell’innovazione e dell'accelerazione d'impresa, con una forte vocazione internazionale. Alta tecnologia inoltre, sostenibilità ambientale e salvaguardia del valore storico della struttura originale saranno i principi cardine della rinnovata struttura forma di H. «Bisognava soprattutto lanciare il cuore oltre l'ostacolo», ha dichiarato il Segretario Generale della Fondazione CRT e Direttore Generale delle OGR Massimo Lapucci, «Mettere le OGR in condizione di inserirsi in un contesto internazionale, capace di mantenere l’identità storica di ‘Officina’, ma facendone il luogo della generazione e rigenerazione delle idee». 

STRUTTURA - Il nuovo polo si trova in un punto strategico della città, a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Porta Susa, dal grattacielo Intesa Sanpaolo e dal Politecnico, in un'area in continua ascesa. All'interno troviamo gli oltre 9.000 metri quadrati delle Officine Nord che ospiteranno, in continua rotazione, mostre, spettacoli, concerti, eventi di teatro, danza e persino esperienze di realtà virtuale immersiva. Il cuore delle Officine Nord è il «Duomo»: l’imponente sala alta ben 19 metri , dove i vagoni dei treni venivano posizionati in verticale per le manutenzioni, ora sala simposi, workshop e conferenze. Le Officine Sud invece, attualmente ancora in fase di ristrutturazione, saranno il teatro dell'area di ricerca, poli «attrattore» e acceleratore delle migliori start up innovative nonchè luogo ideale per lo sviluppo progettuale nel settore delle industrie creative.

RISTORANTI - Tra le due Officine Nord e Sud, in corrispondenza del Transetto, ci sarà un ampio spazio tutto dedicato al gusto: si chiamerà simbolicamente "Snodo" e avrà un forte legame con la filiera enogastronomica piemontese. Aperto dalla prima colazione fino al dopo cena, 7 giorni su 7. Per soddisfare le esigenze di pubblici diversi, lo Snodo ospiterà due ristoranti (di cui uno «premium», con cucina a vista ed esibizioni degli chef), un’area lounge a soppalco, disponibile anche per eventi dedicati; un cocktail bar per aperitivi sia d’estate sia d’inverno e uno smart bar con «social table», pensato come punto di ritrovo. A caratterizzare il Transetto sarà anche l’opera d’arte «Track», commissionata all'artista venezuelano Arturo Herrera: si tratta di un grande murale che richiama al passato ferroviario del sito. Il murale sarà composto da un intricato reticolo di linee che possono ricordare un tracciato di binari e che, con il loro diramarsi in varie direzioni, suggeriscono in maniera astratta alcuni dei valori cardine del nuovo spazio: interconnessione, fluidità e dinamismo.