19 dicembre 2018
Aggiornato 02:00

Truffa dei distributori automatici, arresti domiciliari per un imprenditore milanese

Pare che, dopo il sequestro dei distributori, l’amministratore della società milanese abbia venduto a una impresa bergamasca compiacente numerosi macchinari automatici che non erano ancora stati sottoposti a vincolo cautelare
Nucleo di Polizia Tributaria di Torino
Nucleo di Polizia Tributaria di Torino (Ansa Foto)

TORINO - Arresti domiciliari per l'amministratore di una società di Melzo (Milano), responsabile di aver distratto un intero ramo d'azienda ai danni di un'impresa torinese, fallita nel 2014, che operava nel settore della distribuzione di alimenti e bevande mediante apparecchi automatici. L'imprenditore, che ha anche il divieto di esercitare per un anno attività imprenditoriali e ricoprire uffici direttivi, avrebbe operato distrazioni in danno dei creditori per oltre 500 mila euro, per un dissesto di quasi 15 milioni di euro. L'arresto si inserisce nell'ambito di una indagine condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Torino e coordinata dai Sostituti Procuratori della Procura della Repubblica di Torino, Mario Bendoni e Enzo Bucarelli. 

TRUFFA - Già nel novembre del 2016, i finanzieri avevano sequestrato 169 distributori automatici di alimenti e bevande, di proprietà della società fallita, presso strutture sanitarie, enti pubblici, istituti scolastici e società del nord d'Italia. In quella occasione erano stati raccolti elementi circa la società affittuaria del ramo di azienda della fallita, incaricata dell’attività di «vending», ossia la vendita di snack e bibite attraverso distributori automatici, in relazione alla distrazione degli apparecchi di cui aveva la gestione, per un valore di 300 mila euro.Pare che, dopo il sequestro dei distributori, l’amministratore della società milanese, sostituendosi alla fallita nei rapporti con i clienti, abbia venduto a una impresa bergamasca compiacente numerosi macchinari automatici che non erano ancora stati sottoposti a vincolo cautelare. In relazione a tale condotta fraudolenta, che avrebbe avuto l’effetto di depauperare ulteriormente gli asset della società fallita, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torino, Dott.ssa Alessandra Pfiffner, ha ordinato gli arresti domiciliari.