20 novembre 2017
Aggiornato 14:00
Mito SettembreMusica

Torino, via la paura: in 4000 sotto la pioggia in piazza San Carlo per MITO SettembreMusica

A cento giorni dalla tragica notte del 3 giugno, i torinesi sono tornati ad affollare il «Salotto della cittą». L’organizzazione supera la prova del nove

Piazza San Carlo durante il concerto di Mito SettembreMusica (© MITO SettembreMusica)

TORINO - I torinesi si riprendono piazza San Carlo. A cento giorni dalla tragica notte del 3 giugno, costata la vita a Erika Pioletti, il «Salotto di Torino» è tornato a ospitare un grande evento. L’occasione per dimenticare almeno per una sera il passato è MitoSettembreMusica, uno degli appuntamenti culturali più apprezzati. La pioggia è battente, incessante. Nella piazza si respira voglia di ricominciare: sono le 20, i varchi vengono aperti ma in attesa del concerto in molti si rifugiano sotto i portici dove tate persone hanno trascorso l’attesa cantando, in uno splendido momento di musica e unione.

IL PIANO SICUREZZA - Al di là dello straordinario momento d’arte e di musica classica, particolare attenzione viene rivolta alla questione sicurezza. A un primo colpo d’occhio appare evidente come le transenne siano pressoché sparite. Le vie di fuga sono segnalate da alcuni palloncini illuminati, visibili nel buio della notte e anche con il maltempo. Vi sono molti addetti alla sicurezza, un centinaio circa: grazie a pettorine, cartelli e segnalatori luminosi permettono al pubblico di non sentirsi mai abbandonato a sé stesso. Le ambulanze non si vedono ma ci sono, sono «nascoste» fuori dalla piazza. Capitolo parcheggi: il parcheggio sotto la piazza è chiuso, così come le scalinate che ne consentono l’accesso. L’area in cui vi fu il crollo della scala, lo scorso 3 giugno, è ancora lì, chiusa, come a voler ricordare quanto successo solo 100 giorni prima. Alla fine i presenti sono 4000, anche se qualcuno ha deciso di abbandonare la piazza a causa del clima avverso e del freddo. La serata trascorre liscia, senza alcun problema. Test superato, dunque