19 novembre 2017
Aggiornato 22:00
Metropolitana

La metro di Torino «invecchia», la sicurezza è garantita? L’assessore fa chiarezza

Nel 2015 la città avrebbe dovuto acquistare i nuovi treni per la realizzazione del prolungamento Lingotto-Bengasi. Nulla è stato fatto e gli attuali convogli richiedono un certo tipo di manutenzione: la sicurezza è garantita?

Maria Lapietra ha fatto chiarezza sulla situazione sicurezza nei convogli della metropolitana (© Comune di Torino)

TORINO - La metropolitana di Torino invecchia? E soprattutto, è sicura? E’ questa la domanda che in molti si sono posti nell’ultimo periodo. Sì, perché dal 4 febbraio 2006, giorno dell’inaugurazione ufficiale, sono passati oltre 11 anni e i convogli iniziano a sentire il «peso dell’età». Non ci sono dubbi che la nostra unica linea di metropolitana sia confortevole, soprattutto se paragonata a quelle delle altre città italiane. E’ però di vitale importanza che la sicurezza degli oltre 112.000 passeggeri che ogni giorno scelgono la metropolitana sia garantita. E’ realmente così? A questa domanda ha risposto direttamente l’assessore ai Trasporti del Comune di Torino, Maria Lapietra.

LAPIETRA RISPONDE - «I convogli sono sicuri: è’ stato necessario un piano di azione per consentire di prolungare la percorrenza utile dei veicoli Val esistenti. Un piano condiviso dalla Commissione Nazionale della sicurezza che prevede più manutenzione ed esecuzione dei componenti con caratteristiche di sicurezza. La manutenzione viene effettuata con cadenza di 12.500 km e riguarda soprattutto la verifica del sistema di frenatura, dei blocchi di sicurezza e dei circuiti elettrici»»ha spiegato al Consiglio comunale Lapietra. La necessità di un aumento della frequenza e della cura della manutenzione è conseguenza del ritardo del prolungamento Lingotto-Bengasi della linea 1. Sì, perché come ha spiegato l’assessore «La Lingotto-Bengasi doveva essere completata nel 2015, con il conseguente acquisto dei treni nel 2015. Ci sono stati ritardi: fino a fine 2018 non si prevede l’apertura, quindi i treni non sono stati acquistati». Il mancato arrivo dei treni nuovi ha obbligato quelli vecchi agli straordinari.

LA POLEMICA - Se è vero quindi che la sicurezza dei passeggeri è garantita, il problema potrebbe diventare quello della qualità del servizio. A sollevare il tema è Claudio Lubatti, consigliere Pd ed ex assessore ai Trasporti della Giunta Fassino: «I singoli treni devono esser sospesi per la manutenzione e questo mette a rischio qualità e quantità del servizio a beneficio dei cittadini. La prospettive non garantiscono che il ciclo di manutenzione sia rispettato, soprattutto nelle ore di punta. E’ in questo momento che i cicli di passaggi potrebbero non essere garantiti». I convogli Val, che ricordiamo essere per garantire la massima sicurezza attraverso un sistema di Controllo Automatico dei Treni progettato apposta per questi veicoli, sono stati introdotti nel 2006 e iniziano a sentire il peso delle corse su e giù per Torino. Il rischio è che una manutenzione più approfondita possa «togliere», quantomeno momentaneamente, qualche convoglio dal servizio nel nome della sicurezza.