26 settembre 2017
Aggiornato 10:53
Parco Dora

La Dora torna a scorrere in superficie: «Un mese alla fine dei lavori»

Le operazioni di stombatura del fiume sono oltre la metà e si avviano positivamente verso la conclusione. L'attività di demolizione dell'impalcato è partita il 25 luglio e, entro ottobre, si ipotizza di terminare i lavori

Sopralluogo al cantiere della stombatura della Dora (© Diario di Torino)

TORINO - A vedere il cantiere così com'è oggi, con la Dora che scorre in superficie, sembra che sia sempre stato così è che non possa essere altrimenti. L'architetto Guido Avignone, responsabile dei lavori, appare felice e soddisfatto quando afferma che ormai le operazioni di stombatura del fiume sono oltre la metà e si avviano positivamente verso la conclusione. «L'attività di demolizione dell'impalcato è partita il 25 luglio e, entro ottobre, pensiamo di terminare i lavori. Stiamo rispettando il cronoprogramma, considerando che ci sono stati due mesi di stop, necessari per mappare l'area a dovere» ha spiegato Avignone. Ci siamo quasi dunque, polveri e rumori stanno per terminare e il sogno di un nuovo e rinnovato Parco Dora si fa sempre più concreto. «E' un progetto molto valido» ha affermato il consigliere comunale Roberto Rosso, «è impossibile non essere soddisfatti  di un lavoro che converte una zona degradata in un'area verde».

LAVORI - Dopo aver effettuato alcuni rilevamenti sul terreno che hanno permesso di scoprire principalmente materiali metallici, testimonianza delle passate acciaierie, si è passati alla rimozione delle lastre. «Abbiamo lavorato dall'alto, "decostruendo" letteralmente l'area» ha spiegato l'architetto. «Fatta questa prima operazione, che ci ha permesso di staccarci dall'acqua, siamo passati a rimuovere e demolire i setti (due muri in calcestruzzo, larghi oltre due metri)». Quest'ultima operazione non era preventivata nel progetto iniziale. Si è deciso di procedere per una questione principalemente ambientalista altrimenti il fiume sarebbe riemerso diviso in tre parti. Tale intervento, seppure molto importante, non ha comportato costi aggiuntivi nè per l'azienda Noldem nè per il Comune di Torino, protagonista della prossima fase di bonifica dell'area. «Abbiamo apprezzato molto il miglioramento del progetto che rende l'intervento più interessante», ha affermato il consigliere comunale Damiano Carretto, «Siamo felici di aver trovato una quadratura economica che di fatto migliora il progetto senza costi aggiuntivi». 

POLVERI -  Pare che questo cantiere abbia messo d'accordo proprio tutti. La stessa sindaca di Torino, Chiara Appendino, avrebbe riferito, durante un sopralluogo al cantiere del Parco Dora, di non aver avuto notizie di lamentele o segnalazioni da parte dei cittadini relative al rumore o alle polveri, come spesso invece accade per i lavori pubblici. Tutti contenti dunque? Pare di sì. Avignone è il primo a riferire che, per quanto sia impensabile che un cantiere (per di più uno di demolizione) non crei alcun disagio, tuttavia l'azienda ha cercato, lavorando di sabato e durante tutto il periodo estivo, di limitare al minimo i disagi per i residenti della zona. Un'attenzione particolare è stata mostrata per il problema della dispersione delle polveri, costantemente monitorate dallo studio Planet di Chivasso, attraverso una gravimetrica in tempo reale. «La famosa soglia di rischio di 50 microgrammi di polveri per microcubo», fanno sapere dal cantiere, «è stata sforata solo due volte, durante il mese di agosto e solo per pochi microgrammi. Tendezialmente i lavori si sono svolti entro i limiti».
 
VERDE - A novembre la palla passa al Comune di Torino che, con un progetto del valore di 4 milioni, intende restituire l'area ai residenti. Una volta stabiliti gli appalti bisognerà attendere altri 18 mesi prima di vedere il tutto completato. Si prevede un collegamento ciclo pedonale tra le isole del parco Dora e la parte Nord della città, con relativi supermercati e attività commerciali. Dalla stessa parte sorgerà una palestra a cielo aperto e la pista da skateboard più grande di Torino, aperta a tutti. La passerella larga 60 metri che collegherà corso Mortara con le isole della Spina 3 sarà caratterizzata da prati e aree sterrate, di modo da ridurre al minimo l'uso dell'asfalto. Sorgerà infine una collinetta che permetterà di godere della vista del parco dall'alto e di riutilizzare i materiali di scarto dei lavori di demolizione. Vincono tutti.