26 settembre 2017
Aggiornato 12:30
Corso Venezia

Corso Venezia, traffico in tilt: «Ciclabile da eliminare, niente parcheggi e i negozi chiudono»

Dopo 15 anni di cantieri e lavori, i problemi nella zona sono tanti: sicurezza, attraversamenti pedonali pericolosi e negozi «inaccessibili» a causa di un’impostazione urbanistica che penalizza famiglie, anziani e commercianti

Corso Venezia, la viabilità in tilt (© Diario di Torino)

TORINO - I residenti di corso Venezia non ne possono più. Dopo 15 anni di cantieri, lavori infiniti e viabilità modificata, il «nuovo» volto dell’asse stradale sta creando più di un problema alle famiglie e ai commercianti della zona.  La causa principale? L’assenza dei parcheggi, dovuta soprattutto al restringimento del corso dopo la realizzazione di una doppia pista ciclabile bidirezionale. Una situazione nota alla politica torinese, tanto che l’assessore Maria Lapietra aveva promesso soluzioni in tempi brevi, quantomeno temporanee.

IL PROBLEMA - Lo spazio per le auto è praticamente assente, parcheggiare è una mission impossibile. Provare per credere: i controviali sono stati ristretti, i fornitori non sanno dove parcheggiare per portare la merce nei negozi e le ambulanze non riescono nemmeno a passare in alcuni punti. Da quando sono stati ultimati i lavori, i posti auto persi sono circa 150. Un problema non da poco per le tante famiglie presenti e soprattutto per i commercianti, che hanno visto ridursi in maniera sensibile gli affari. Molti negozi sono stati costretti a chiudere, sfiancati da un cantiere continuo e da una viabilità penalizzante.Tantissimi, soprattutto se si considera che la zona compresa tra corso Venezia, via Stradella e via del Ridotto ospita diverse attività capaci di attrarre un numero considerevole di persone: dall’Asl alle scuole, passando per il mercato e l’Open011. Insomma, tantissime persone ma pochissimi parcheggi. «Avevamo un corso largo, ci siamo ridotti ad avere uno spazio strettissimo» affermano i residenti.  

Le auto parcheggiano dove non dovrebbero

Le auto parcheggiano dove non dovrebbero (© Diario di Torino)

LA PROPOSTA - Quale soluzione dunque per tornare a vivere normalmente in corso Venezia e zone limitrofe? Con una petizione sottoscritta da 775 firmatari, i cittadini hanno avanzato una proposta concreta: eliminare lo spazio dedicato alla pista ciclabile, quello dal lato dei numeri dispari di corso Venezia. La ragione è presto detta, come ci spiega Carmela Ventra, prima firmataria della petizione: «Una pista bidirezionale è più che sufficiente. Perché averne due? Che senso ha? Nessuno pensa più alle famiglie. Anziani, bambini e genitori». L’impossibilità nel trovare un parcheggio è un problema, perché alla prima macchina che si ferma per far scendere un’anziano o per fare una manovra, si formano subito ingorghi e il traffico va in tilt. I clacson, in questa zona di Torino, sono all’ordine del giorno per la disperazione dei residenti. Ecco perché il restringimento di uno dei due percorsi, consentirebbe di allargare la strada senza però avere conseguenze troppo impattanti per i ciclisti. «Non abbiamo nulla contro i ciclisti, ma ci pare la soluzione migliore anche in termini economici. Vi diremo di più, la pista che sfocia in piazza Baldissera è poco sicura anche per loro» è il leitmotiv dei residenti. Gli fa eco Silvio Magliano, capogruppo dei Moderati: «La cieca ideologia anti-auto privata ha lasciato solo cinque stalli tra via Stradella e via del Ridotto. A rischio il tessuto commerciale della zona. Sostengo totalmente la richiesta dei cittadini di poter rinunciare a una delle due piste ciclabili per dare respiro al controviale.»

Attraversamento pedonale selvaggio e pericoloso

Attraversamento pedonale selvaggio e pericoloso (© Diario di Torino)

SICUREZZA  E  DELINQUENZA - Come dicevamo però, l’assenza dei parcheggi è solo uno dei tanti problemi in questa zona di Borgo Vittoria. Sicurezza e delinquenza sono due temi molto cari da queste parti: le strisce pedonali sono pochi, mal posizionati e mal segnalati, con gli studenti che dalla Stazione Dora si muovono verso l’istituto Peano e Enaip costretti a «buttarsi» letteralmente in mezzo alla strada, una strada piena di auto. Il rischio di investimento è all’ordine del giorno e la paura è che le cose possano cambiare solo dopo una tragedia. Come se non bastasse, a peggiorare la situazione c’è la questione sicurezza. Fuori dal locale LeRoy, alcune persone danno spesso vita a risse furibonde fino all’alba. Il paradosso? E’ proprio davanti alla discoteca che vi sono 40 posti auto. «Sono una ragazza e come tutti i giovani, qualche sera esco e torno tardi. Immaginate quando al mio rientro a casa sono costretta a parcheggiare l’auto davanti alla discoteca, lontana da da dove abito. Vi assicuro che il rientro a piedi non è di certo dei più tranquilli» è la testimonianza di una giovane, anche lei tra i firmatari della petizione. Quello che appare evidente è che i problemi di chi vive in corso Venezia e dintorni vadano affrontati al più presto, senza perdere ulteriore tempo.