26 settembre 2017
Aggiornato 13:00
Mobilità Sostenibile

Un milione di euro a San Salvario per ridurre il traffico privato negli spostamenti

Torino si è aggiudicata i soldi del Ministero dell’Ambiente previsti per il progetto Collegato Ambientale. Al centro di questo c’era il «Torino Mobility Lab»

Via Nizza in San Salvario (© Google Street View)

TORINO - «Da Roma è arrivata la notizia che Torino, insieme alla Città Metropolitana, con la quale intendiamo collaborare in modo sinergico, si è aggiudicata i fondi del bando di finanziamento del Ministero dell’Ambiente denominato Collegato Ambientale». A dare l’annuncio, nella settimana Europea della Mobilità Sostenibile 2017, è l’assessore ai Trasporti e alla Viabilità del Comune di Torino Maria Lapietra. Destinatario di un contributo di un milione di euro dal Ministero dell’Ambiente nell’ambito del «Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa – scuola e casa – lavoro» è il progetto «Torino Mobility Lab» che ha come obiettivo la riduzione del traffico privato negli spostamenti quotidiani nel quartiere San Salvario favorendo la mobilità alternativa nell'area tra via Nizza e i corsi Vittorio Emanuele II, Massimo d’Azeglio e Bramante.

CICLABILE IN VIA NIZZA - Il progetto, parte integrante del piano previsto per il nodo intermodale di trasporto di Porta Nuova, ha tra suoi cardini la realizzazione della pista ciclabile di via Nizza, già inserita nel progetto del «Pon Metro», insieme all’allestimento di una «velostazione» all’interno della stazione ferroviaria, da realizzarsi in collaborazione con Grandi Stazioni Rail e al posizionamento di nuovi stalli per il parcheggio delle biciclette in prossimità o all’interno delle scuole, delle sedi universitarie, del polo ospedaliero e delle sedi degli uffici comunali.

MOBILITY MANAGER SCOLASTICO - »Pedonalità, ciclabilità, trasporto pubblico e intermodalità», spiega l'assessora Lapietra, «rappresentano i pilastri di un sistema integrato che prevede l’istituzione della figura del mobility manager scolastico, ma anche processi di progettazione partecipata con i portatori di interesse dell’area e l’ente circoscrizionale al fine di realizzare interventi di modifica della viabilità e di moderazione del traffico, con l’obiettivo di incentivare le forme di mobilità dolce, stimolando così un uso condiviso e sostenibile di strade e corsi. Tra le azioni contemplate», ha aggiunto, «anche l’acquisto di buoni di mobilità, nuove biciclette per il servizio di Bike Sharing e per progetti con le scuole, e di altre, appositamente realizzate per i cittadini a mobilità ridotta, da utilizzare on demand».