19 dicembre 2018
Aggiornato 01:00

Carabinieri sul tram per sorprendere i pusher: i dettagli del blitz al Valentino

Altri militari si sono travestiti da runner per non farsi riconoscere: «Il parco trasformato in un “campo da golf della cannabis” con decine di buche piene di marijuana, hashish, eroina e cocaina»

TORINO - Come sorprendere i pusher del Valentino? Nessuna gazzella, nessuna moto: i carabinieri sono arrivati alle spalle degli spacciatori muovendosi in tram. Altri invece si sono travestiti da runner, in modo da non essere riconosciuti. Sono senza dubbio questi alcuni dei dettagli più curiosi del maxi blitz anti droga effettuato ieri nel parco di Torino dai militari dell’Arma. 28 le ordinanze di custodia cautelare (24 nord-africani, 1 irakeno e 3 egiziani):14 di loro non sono clandestini perché risultati in possesso di permessi. I soggetti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di detenzione e spaccio di droga.

DROGA OVUNQUE - Da tempo il parco del Valentino era diventato un vero tempio della droga, dove a comandare erano loro, i pusher. I carabinieri hanno posto fine a questo regno della malavita, mobilitando più di 200 uomini: «Il parco trasformato in un «campo da golf della cannabis» con decine di buche piene di marijuana, hashish, eroina e cocaina» raccontano. La droga? Nascosta ovunque: sotto le zolle d’erba, tra le fessure dei muri lungo i sentieri, ai piedi degli ippocastani, sotto i tombini, dentro i cestini e sui binari del tram. Oltre 1000 le dosi sequestrate tra eroina, cocaina, hashish e marijuana.

LA DONNA COL CARRELLO - Che l’organizzazione tra i pusher fosse ai massimi livelli lo si capisce dalla «donna con il carrello». Ogni giorno infatti, alcune donne portavano agli spacciatori carrelli carichi di spesa, panini, bevande che i pusher acquistavano e consumavano sul posto, proprio per non perdere clienti allontanandosi dal «posto di lavoro». Una vera e propria microeconomia, che lascia intendere quanto la loro presenza nel parco fosse ormai radicata. L’indagine è stata coordinata dal Dott. Padalino della Procura di Torino.

BLOCCARE LE VIE DI FUGA - Uno degli aspetti più importanti dell'operazione è stato senz'altro quello di bloccare le vie di fuga dei pusher, senza però farsi notare dalle tante vedette di San Salvario. I carabinieri hanno infatti selezionato 17 vie perpendicolari a corso Massimo D'Azeglio e le hanno bloccate con un intervento in simultanea: quando le pattuglie si sono materializzate sul posto, il blitz era già in corso. I pusher hanno tentato la fuga, ma dopo aver capito di essere in trappola, si sono arresi ai militari. Quattro le aree dell'operazione: il monumento,  la collina, il retro della discoteca Life e la zona Sud del parco.