20 febbraio 2019
Aggiornato 06:30
Trapianto fegato

Le Molinette e la vita che non conosce confini: trapiantati due fegati arrivati dall'estero

L’ospedale Molinette di Torino oltrepassa i confini dell'Italia e diventa internazionale, e anche per questo motivo il Centro si conferma il primo dell'Unione Europea. Un grandissimo lavoro da parte del Centro Nazionale Trapianti
Doppio trapianto di fegato proveniente dall'estero all'Ospedale Molinette di Torino
Doppio trapianto di fegato proveniente dall'estero all'Ospedale Molinette di Torino Diario di Torino

TORINO - La vita non conosce confini. E’ questo il messaggio che arriva dall’Ospedale Molinette dove nelle scorse ore, per la prima volta, sono stati trapiantati due fegati provenienti dall’estero, dalla Lituania e dalla Grecia. Grazie al lavoro del Centro Nazionale Trapianti (attraverso la rete informativa detta «Porta europea»), del Coordinamento Trapianti della Regione Piemonte (diretto dal professor Antonio Amoroso) e del 118, sono stati organizzati al meglio viaggi, trasporti ed interventi chirurgici. Le due operazioni sono riusciti regolarmente. 

IL PRIMO INTERVENTO - Il primo donatore è stato un bimbo di 2 anni, deceduto a Kaunas in Lituania per un incidente stradale. L'équipe del Centro trapianti di fegato universitario dell'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, diretta dal professor Mauro Salizzoni coadiuvato dal professor Renato Romagnoli, ha prelevato l'organo nel Paese Baltico e lo ha trapiantato a Torino su un ricevente idoneo, in attesa urgente di trapianto. La persona salvata? Un piccola di 2 anni, residente nella provincia di Cuneo e compatibile con l'organo donato sia per gruppo sanguigno sia per dimensione corporea. La bimba era affetta da una rara e gravissima malformazione cistica delle vie biliari, con evoluzione del fegato in cirrosi. L'intervento è stato particolarmente delicato e complesso proprio per la situazione anatomica addominale ed è durato ben 14 ore, ma è tecnicamente riuscito: ora la piccola paziente è ricoverata in Terapia subintensiva, con un decorso post-operatorio regolare. 

IL SECONDO INTERVENTO - Il secondo trapianto di fegato «straniero» è avvenuto domenica. La donatrice è una ragazzina di 14 anni di Atene, anche lei deceduta per un incidente stradale. L'organo è stato trapiantato su un uomo di 55 anni della Costa d'Avorio e residente a Torino, affetto da cirrosi virale con epatocarcinoma. Un trapianto internazionale nel vero senso della parola, considerate le origine del ricevente e la provenienza dell'organo. L'intervento è durato 6 ore. Il paziente è ora ricoverato in Terapia intensiva (diretta dal dottor Pier Paolo Donadio). Oggi invece è stato eseguito l'ennesimo trapianto di fegato: si tratta del numero 104 del 2017 e 3018 dall'inizio dell'attività del Centro, ma in questa occasione il donatore è italiano ed è deceduto a Torino.