21 febbraio 2019
Aggiornato 12:30
Storie di Torino

L’aperitivo, una tradizione tutta torinese: storia di un appuntamento nato sotto la Mole

Da secoli accompagna i momenti conviviali che precedono la cena. Non tutti lo sanno ma l’aperitivo è nato nel cuore di Torino, sotto i portici di piazza Castello
L'aperitivo è nato a Torino, in piazza Castello
L'aperitivo è nato a Torino, in piazza Castello Diario di Torino

TORINO - E’ un appuntamento goloso che precede la cena. Qualcuno lo fa da metà pomeriggio in poi, altri lo posticipano fino al calare del sole. Si mangia qualcosa, ma l'importante è sorseggiare un drink alcolico (oggi anche analcolico). Di cosa stiamo parlando? Dell’aperitivo,  è ovvio. Tutti conoscono questa tradizione, molti la onorano quotidiananmente ma in pochi sanno che l’aperitivo è nato a Torino oltre 200 anni fa, nel 1786, per esattezza. 

L’APERITIVO A TORINO - E’ in una bottega sotto i portici di piazza Castello che è stato servito il primo aperitivo, il Vermouth che oggi è l’aperitivo per antonomasia. La firma è quella di Antonio Benedetto Carpano, capace di dare vita a un cocktail a base di vino aromatizzato che tutt’ora viene servito in ogni bar d’Italia ma che allora allietava i tardi pomeriggi delle persone presenti a Corte, per precisi volere di Vittorio Emanuele II. Il nome originale del cocktail in realtà era quello di «Punt e Mes», proprio per quel tocco di amaro in più rispetto al normale. Si trattava di uno sfizio, non di certo disponibile per tutte le classi sociali della popolazione. Nel tempo e con l’evolversi del concetto di aperitivo, la bevanda è stata sempre di più accompagnata da stuzzichini sfiziosi e gustosi.

L’APERITIVO DI IPPOCRATE - Come noto, l’aperitivo è quel momento che precede la cena. A dirlo non siamo noi, ma l’etimologia stessa della parola «aperitivus» (che apre). Se è vero che l’aperitivo come lo conosciamo oggi è nato a Torino, l’origine è ancora più antica e geograficamente lontana rispetto al capoluogo sabaudo: fu il medico Ippocrate a somministrare per primo un intruglio amaro ai suoi pazienti, al fine di alleviare i disturbi di inappetenza. Nessun fine conviviale o commerciale quindi, furono ragioni mediche a dare vita alla bevanda allora conosciuta come «vinum hippocratum». Questa è la storia dell’aperitivo, una storia tutta torinese e plurisecolare che, ci auguriamo, possa continuare ad accompagnarci per i prossimi anni.