18 dicembre 2018
Aggiornato 23:30

Reintrodurre la mensa fresca nelle scuole, il piano di Appendino contro il cibo da casa

Nell’ultimo anno è calato sensibilmente il numero di iscritti nelle mense scolastiche torinesi. La prima cittadina vuole rilanciare la mensa fresca in modo tale che sia più attrattiva e si possa svolgere una funzione educativa
Appendino rilancia la mensa fresca
Appendino rilancia la mensa fresca ()

TORINO - La battaglia del «panino» a scuola è cominciata un anno fa quando alcune mamme si sono rivolte a un avvocato per far sì che i propri figli potessero pranzare con ciò che veniva preparato a casa e non con il cibo servito a scuola. Questione di risparmio per alcuni, questione di alimenti controllati per altri. Una querelle che in dodici mesi ha portato a una diminuzione sensibile di iscritti alle mense scolastiche, tanto che anche la sindaca Chiara Appendino ha deciso di entrare a piedi uniti nella vicenda. «Le iscrizioni nelle mense scolastiche stanno diminuendo», ha detto durante un intervento al convegno con cui Nova Coop ha lasciato la bistecca senza antibiotici e la campagna «Benessere per tutti, in campo e sullo scaffale, «molti genitori scelgono per i propri figli il panino o più in generale il pasto portato da casa. Non va bene. Così facendo la politica perde il ruolo educativo».

NUOVA SFIDA - La prima cittadina ha annunciato che l’amministrazione ha un nuovo obiettivo: quello di reintrodurre la mensa fresca nelle scuole rendendo più attrattivo il servizio. Come farlo? «Con la qualità del cibo, questa è fondamentale». A tal proposito sarà costituita una Food Commission, ossia un organismo indipendente in cui riunire i soggetti, siano essi pubblici o privati, che si occupano di alimentazione. «Tra i diversi obiettivi», ha spiegato l’assessore all’Ambiente, Alberto Unia, «c’è quello di dare linee guida su una corretta alimentazione e fare comunicazione ed eventi sul cibo».