9 dicembre 2019
Aggiornato 08:30
Droga

«Fiume» di marijuana invade Torino, sequestrata una tonnellata di droga 

Dall'inizio di quest'anno la Squadra Mobile di Torino ha sequestrato, solo in città, 825 chili di marijuana. Un quantitativo davvero inusuale che porta a credere senza difficoltà che si supererà la soglia della tonnellata entro dicembre

TORINO - Numeri da record per il sequestro di stupefacenti a Torino. Dall'inizio di quest'anno la Squadra Mobile ha sequestrato, solo a Torino città, 825 chili di marijuana. Un quantitativo davvero inusuale che porta a credere senza difficoltà che si supererà la soglia della tonnellata entro dicembre. Le ultime operazioni hanno riguardato un cittadino italiano e due fratelli di origine albanese: 80 chili di droga sono stati trovati nel furgone dei due fratelli e altri 31 chili sono stati rinvenuti a casa dell'italiano Paolo Pinna, 61 anni. Nel corso della perquisizione domiciliare nel suo appartamento di Strada del Cascinotto, gli agenti hanno scoperto due grossi scatoloni che raccoglievano 40 involucri di cellophane contenenti infiorescenze di marijuana.

ALBANESI - Viene da chiedersi per quale ragione tutto questo stupefacente arrivi a Torino. L'operazione "Fiume Verde" della Squadra Mobile muove nell'intenzione di scovare la "foce" di questo traffico di droga che, con buone probabilità, è pilotato di gruppi malavitosi di origine albanese. Nello specifico delle ultime due operazioni, l’attività investigativa ha permesso di raccogliere informazioni sull’arrivo di un consistente quantitativo di marijuana che sarebbe stato smerciato ai «grossisti» di quartieri di Barriera Milano e San Salvario. I poliziotti hanno così operato un fitto controllo della zona fino a intercettare in Via Monte Rosa alcuni albanesi il cui atteggiamento è apparso subito eccessivamente guardingo per essere una semplice chiacchierata tra «compaesani». Due di questi, appena separatisi dal gruppetto, sono stati pedinati dal personale in borghese fino in Via Troya, dove per alcuni minuti i due si sono trattenuti in un’autorimessa. L’atteggiamento sospetto è stato confermato dopo che i due stranieri sono stati fermati. In tasca avevano 50 grammi circa di marijuana e un mazzo di chiavi di un autoveicolo del quale hanno cercato di disfarsi. Il furgone, trovato nell'autorimessa di via Troya, custodiva nove grossi involucri in cellophane, contenenti complessivamente 80 chili di marijuana. Per i due albanesi, Hametaj Zigur e Dorjan, di 30 e 25 anni, sono scattate le manette e si sono aperte le porte del carcere Lorusso e Cutugno, dove sono attualmente ristretti.

MARIJUANA - Gli investigatori avvisano inoltre che la sostanza sequestrata presenta un alto livello di THC, il 20% circa, ben superiore rispetto al 3-4% delle piante generalmente in commercio negli anni '80. Questo rende la droga fino a 5 volte più forte e, di conseguenza, più pericolosa per l'organismo umano. Le indagini della Squadra Mobile proseguono nel rintracciare una linea comune che colleghi le numerosi operazioni che si sono susseguite negli scorsi mesi. Indubbio è che, una così grande quantità di droga in circolo in città, presuppone una grande domanda. 

Hametaj Zigur e Dorjan

Hametaj Zigur e Dorjan (© Polizia di Stato)