23 agosto 2019
Aggiornato 18:00
Truffa

Scambia le mail e si fa pagare 37.500 euro da un’azienda piemontese: hacker in manette

L’uomo, un camerunese, si è inserito clandestinamente all’interno di uno scambio di mail tra aziende e si è fatto recapitare un pagamento su un suo conto. I poliziotti lo hanno bloccato mentre stava prelevando i soldi

TORINO - Una truffa da decine di migliaia di euro è stata messa a punto da un hacker, capace di inserirsi in uno scambio di mail tra aziende e di farsi accreditare sul suo conto un pagamento davvero ingente, pari a 37.500 euro. L’uomo, con la complicità della moglie, ha colpito utilizzando la tecnica «Man In The Middle», una delle più utilizzate dagli hacker.

LA TRUFFA - L’attività della polizia postale è nata e si è conclusa in meno di 24 ore, subito dopo la denuncia presentata da un’azienda piemontese, vittima della frode informatica. Il malfattore si è inserito clandestinamente in scambi di email tra aziende interessate e ha acquisito informazioni sui pagamenti delle forniture. Successivamente, utilizzando un indirizzo email pressoché identico a quello realmente in uso all’azienda venditrice, ha indotto il debitore a indirizzare il pagamento presso il suo conto corrente, appositamente certo per incassare il provento illecito.

L’OPERAZIONE - L’azienda italiana, dopo aver recapitato la merce, non si è mai vista accreditare la somma di 37.500 euro. Individuato il conto destinatario del bonifico, gli operatori hanno ricostruito i movimenti di denaro, monitorando i numerosi prelievi in diverse trachee presso uffici postali di Torino. Il soggetto, un camerunese, è stato fermato allo sportello: in tasca aveva già 4000 euro, mentre la parte restante era stata versata nel conto della moglie. Il soggetto è stato tratto in arresto per riciclaggio. Attraverso la successiva perquisizione locale a suo carico, è stato possibile accertare anche il coinvolgimento della moglie, che a sua volta deteneva gran parte del denaro già trafugato il giorno precedente: la stessa è stata indagata in stato di libertà per ricettazione. L’indagine ha permesso di recuperare e sequestrare 21.500 euro e 15.000 euro giacenti sui conti intestati ai coniugi e già bloccati.