25 aprile 2019
Aggiornato 15:30
Mamme e trasporti

Nessun biglietto gratis per le mamme in dolce attesa, i 5 stelle dicono: «No»

Un atto a favore della natalità e della famiglia che però non ha trovato terreno fertile in sala Rossa. Roberto Malanca, consigliere del M5S, ha risposto così alla proposta del capogruppo dei Moderati

TORINO - La Maggioranza compatta ha respinto, con 23 voti contrari, la mozione del capogruppo dei Moderati Silvio Magliano che proponeva la possibilità, per le donne in dolce attesa, di usufruire gratuitamente del sistema di trasporti GTT. «In più di un anno i Cinque Stelle non hanno prodotto un solo atto a sostegno di natalità, maternità e famiglie» tuona Magliano. «Manca il coraggio e la lungimiranza, prevale la più miope ideologia. Ma il mio impegno continua: farò altre proposte simili. Se non altro, serviranno da testimonianza».

NO - Un atto a favore della natalità e della famiglia che però non ha trovato terreno fertile in sala Rossa. Roberto Malanca, consigliere del M5S, ha risposto così alla proposta del capogruppo dei Moderati: «Apprezzo tantissimo le motivazioni di questa mozione ma abbiamo alcuni dubbi nel merito e riscontriamo parecchia incoerenza». Innanzitutto dalle fila dei pentastellati ci si interroga su cosa significhi esattamente l'espressione "donne torinesi in dolce attesa». «Si tratta delle sole donne nate a Torino? Oppure di tutte quelle che, pur non essendo nate in città, partoriranno a Torino?». Prosegue Malanca: «E chi viaggia con figli appena nati paga?». Non secondaria poi appare poi la condizione economica in cui naviga l'azienda dei trasporti torinesi. La questione perciò rimbalza alla Regione. «Non è il Comune di Torino che dovrebbe farsi carico di queste agevolazioni, forse dovrebbe essere la Regione. Proponete la mozione in un'altra aula». Nonostante la proposta di Magliano di sedersi a ridiscutere le criticità della sua stessa proposta, il voto ha parlato chiaro, è un «no». «Con la sola retorica e senza politiche concrete, si rischia che quei fasciatoi restino vuoti. Come le culle» conclude Magliano.