17 dicembre 2018
Aggiornato 13:30

La Giunta Appendino cancella i parcheggi interrati di piazza Vittorio e corso Marconi

Niente più parcheggi pertinenziali nella zona centrale storica, nei parchi urbani e belle aree tutelate dallo Stato e dalla Regione: «È nostra intenzione non vendere suolo pubblico per iniziative private che vanno in direzione opposta al nostro obiettivo di sviluppare la mobilità sostenibile»
Corso Marconi
Corso Marconi (Google Street View)

TORINO - Dal primo giorno di insediamento, anzi anche da prima, era stato annunciato e ora dalle parole si passa ai fatti. La Giunta comunale della sindaca Chiara Appendino ha firmato una delibera con cui di fatto elimina i progetti di parcheggi pertinenziali e interrati messi a punto dalla scorsa amministrazione e già approvate nell’ultimo piano del 2012. Tra questi due dei più noti e discussi parcheggi interrati vedono definitivamente la parola fine: sono quello di corso Marconi e quello di piazza Vittorio Veneto.

COINVOLTA TUTTA LA CITTA’ - «Niente più parcheggi pertinenziali nella zona centrale storica, nei parchi urbani e belle aree tutelate dallo Stato e dalla Regione», così inizia la nota della Giunta comunale con cui annuncia lo stop ai parcheggi per favorire una mobilità sostenibile. Nella delibera, che dovrà comunque essere sottoposta al voto del Consiglio comunale, è coinvolta tutta la città. Nella Circoscrizione 1 sono stralciati i parcheggi di corso Stati Uniti, piazza Paleocapa e piazza Lagrange, nella Circoscrizione 2 quelli di via Tintoretto, corso Allamano, via Ada Negri, piazza Bianco, via Boston, corso Allamano (retro civico 64), area Saint Gobain, via Barletta, via Monteponi, via Portofino e via Imperia, nella Circoscrizione 3 quelli di via D’Annunzio, giardino di via Rivalta e via Tofane, nella Circoscrizione 4 quelli di via Salbertrand, via Servais e largo Migliara. Ancora: nella Circoscrizione 5 bocciato il parcheggio di largo Giachino, nella Circoscrizione 6 quelli di via Amilcare Ponchielli, corso Giulio Cesare e piazza Respingi, nella Circoscrizione 7 quelli di via Asigliano Vercellese, via Benevento, piazza Don Albera e largo Boccaccio, nella Circoscrione 8 quelli di piazza Asmara, largo Merano, piazza Nizza (versante ovest), corso Marconi, piazza Filzi e via Ventimiglia.

GARE DESERTE - Dei venti parcheggi pertinenziali messi a bando nel 2012 (dei trenta previsti) ben dodici gare andarono deserte. Due non furono messe a bando: corso Stati Uniti, per possibili interferenze con il progetto della linea 2 di metropolitana, e piazza Respighi per la forte opposizione dei residenti. Per altri quattro vi è stata un’assegnazione – area Saint Gobain e corso Allamano, via Salbertrand e corso Giulio Cesare – poi revocata per rinuncia degli assegnatari dopo una verifica del mercato immobiliare. Infine, nel caso di corso Marconi e via Lagrange, si è giunti a una aggiudicazione provvisoria, poi revocata dall’amministrazione per mancata sottoscrizione nei tempi previsti da parte degli aggiudicatari. La forte opposizione dei cittadini e valutazioni di opportunità vista la possibile presenza nel sottosuolo di reperti archeologici hanno consigliato l’Amministrazione di chiudere il percorso di assegnazione.

IL VICE SINDACO - Della delibera ha parlato il vice sindaco, nonché assessore all’Urbanistica, Guido Montanari: «È nostra intenzione non vendere suolo pubblico per iniziative private che vanno in direzione opposta al nostro obiettivo di sviluppare la mobilità sostenibile e di valorizzare le aree storiche e naturali della città ci siamo presi tutto il tempo per valutare eventuali azioni da parte dei partecipanti ai bandi ma ora siamo in grado di perseguire la nostra idea di mobilità, nell’interesse pubblico e per dare voce ai cittadini e alle cittadine che si sono opposti».