21 ottobre 2017
Aggiornato 14:00
Cronaca

Caffè e brioches serviti dai detenuti: riapre così il bar del tribunale di Torino

Accordo tra il Comune e i vertici della magistratura. Locale era stato chiuso per un'inchiesta, riaprirà anche grazie al lavoro dei detenuti e degli ex detenuti. Appendino: «Forte valore simbolico»

Il tribunale di Torino (© Diario di Torino)

TORINO - Riapre il bar del tribunale di Torino. A gestire il punto di ristoro, nel cuore di Palazzo di Giustizia, saranno i detenuti e gli ex detenuti. Il progetto, che mira a riportare in vita il bar chiuso nella scorsa primavera dopo esser finito al centro di un'inchiesta, è stato approvato grazie a un protocollo firmato ieri dalla sindaca Chiara Appendino e i vertici della Corte d'Appello e della Procura Generale. L'obiettivo è quello di facilitare il reinserimento lavorativo dei detenuti e degli ex detenuti.

IL PROGETTO - Il bando verrà messo a punto nei prossimi giorni e sarà riservato alle cooperative sociali che impiegano anche detenuti ed ex detenuti e la concessione durerà sei anni. Arturo Soprano, presidente della Corte d'Appello, spiega: «Questa non è propaganda, è un progetto coraggioso che fornisce un servizio di ristorazione a chi lavora in Tribunale. E che permette il reinserimento di chi ha avuto problemi con la giustizia, creando rapporti positivi con istituzioni e società civile». Entusiasta del progetto anche la prima cittadina di Torino, Chiara Appendino: «Fare qui un progetto di reinserimento e accompagnamento di detenuti ed ex detenuti ha un forte valore simbolico».