21 ottobre 2017
Aggiornato 14:00
Appendino

Appendino, via libera ai tagli e attacco a Fassino: «Ha mentito. Recupereremo così 80 milioni»

Chiara Appendino ha presentato il piano di rientro quadriennale di riequilibrio finanziario: «La situazione economica della città è drammatica, i cittadini capiranno. Sceglieremo noi dove tagliare»

TORINO - Taglio di spesa corrente, dismissioni delle partecipate e degli immobili. E' con queste tre mosse importanti che Chiara Appendino intende mettere a posto i conti (in rosso) della città di Torino. Questa mattina la sindaca ha presentato il piano quadriennale di riequilibrio finanziario. Gli interventi approvati questa mattina dalla Giunta hanno un solo obiettivo: eliminare lo squilibrio finanziario accertato dalla Corte dei Conti, relativo al Rendiconto del 2015. «La situazione finanziaria della città è drammatica» ha ammesso Appendino. Entro il 2021, il Comune si impegnerà a recuperare 80 milioni di euro effettuando alcuni tagli necessari per risollevare, o meglio, salvare l’ente.

IL PIANO DI RIENTRO - Come vi abbiamo anticipato, la Città si impegna con la Corte dei Conti a recuperare 80 milioni con cui in questo momento vengono finanziati servizi in realtà non coperti totalmente. La suddivisione degli 80 milioni di euro è la seguente: 30 nel 2018, 20 nel 2019, 15 nel 2020 e i restanti 15 nel 2021. Fondamentale in questo piano di riequilibrio la messa in vendita di circa 80 beni immobili tra palazzi, terreni e fabbricati oggi di proprietà della città. Il valore complessivo degli immobili in vendita è stimato in 73 milioni di euro. I cittadini vedranno le tasse aumentare? No, ed è per questo motivo non è stato scelto un più comodo pre dissesto. «Ci assumeremo la responsabilità di scegliere dove tagliare» ha dichiarato Chiara Appendino. Per i primi due anni pertanto non verranno accesi mutui. Il piano è considerato un passo imprescindibile per evitare gli effetti drammatici del predissesto.

APPENDINO CONTRO FASSINO - Come si è arrivati a tutto questo? Secondo Appendino la responsabilità è da imputare alle precedenti amministrazioni: «La responsabilità è di chi ha governato la città in questi anni. Fassino? Non ha detto la verità, questa è la sua responsabilità». L’accusa principale di Appendino, confermata dalla Corte dei Conti, riguarda il debito: «Il debito non è stato ridotto. Passa da 2,9 miliardi a 3,4 miliardi e questo a causa dell’utilizzo di anticipazioni di tesoriera per 500 milioni di euro. Abbiamo lavorato un anno e mezzo per ricostruire la verità, i cittadini hanno diritto di sapere». Appendino è consapevole di annunciare un piano estremamente delicato: «Sarà complesso, ma siamo convinti che la comunità farà lo sforzo di comprendere e ci aiuterà in questo percorso»