11 dicembre 2017
Aggiornato 12:37
Sanità

Dall’Africa a Torino per la vita: la solidarietà torinese salva bimbo cardiopatico

Ahmed, bimbo di 13 anni affetto da una grave cardiopatia congenita, è stato operato con successo al Regina Margherita. Dopo un decorso complesso, verrà dimesso e rientrerà in Africa

Il piccolo Ahmed è stato operato al Regina Margherita (© Diario di Torino)

TORINO - Dall’Africa a Torino per la vita, nel nome della solidarietà. E’ questo il viaggio del piccolo Ahmed, 13 anni: un bimbo proveniente dal Somaliland, uno stato dell’Africa Orientale, affetto da una gravissima cardiopatia congenita. Il bimbo, grazie alla Fondazione Forma, è stato operato con successo all’ospedale Regina Margherita di Torino. Un’operazione che gli ha salvato la vita.

L’OPERAZIONE - Grazie ad una catena di solidarietà, Ahmed è stato ricoverato presso la Cardiologia Pediatrica dell'ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino (diretta dalla dottoressa Gabriella Agnoletti), dove gli accertamenti eseguiti hanno confermato la diagnosi di stenosi della via di uscita del ventricolo destro. Per questo motivo il bimbo è stato sottoposto ad intervento chirurgico correttivo a cuore aperto dall'équipe della di Cardiochirurgia Pediatrica (diretta dal dottor Carlo Pace Napoleone), coadiuvata dall'équipe di Cardioanestesia Pediatrica (diretta dalla dottoressa Alberta Rizzo). L'intervento è consistito nell'allargamento della via di efflusso del ventricolo destro e nella realizzazione di una valvola polmonare artificiale su misura per il piccolo paziente. Dopo un decorso complesso, dovuto alla gravità della cardiopatia, il piccolo Ahmed è attualmente ricoverato nel reparto di degenza del Regina Margherita, e presto dovrebbe essere dimesso per rientrare nel suo Paese di origine.

LA SOLIDARIETA’ - Il risultato straordinario è stato possibile grazie alla Fondazione Forma, che si è occupata degli aspetti organizzativi e della logistica, ed all'Associazione Amici dei Bambini Cardiopatici, che ha garantito il vitto e l'alloggio alla mamma e ad un infermiera del MAS Teaching Hospital che ha accompagnato la famiglia. Le spese dell’intervento invece saranno coperte dalla Regione Piemonte, grazie ai fondi che consentono di curare pazienti provenienti da Paesi in via di sviluppo.