22 giugno 2021
Aggiornato 12:00
Pista ciclabile corso Francia

Corso Francia, rebus pista ciclabile: «Togliere o coprire i dissuasori? Non prioritario»

A oltre due anni dalla morte del consigliere di circoscrizione Mattia Maggiora, la pista ciclabile è ancora pericolosa. Magliano attacca Lapietra: «Aspetta un altro incidente?». Il futuro rimane incerto

TORINO - Torna a far discutere la pista ciclabile di corso Francia. A oltre due anni dal decesso di Mattia Maggiora, consigliere di circoscrizione deceduto dopo aver sbattuto la testa contro uno dei paletti che «proteggono» il marciapiede, tutto è rimasto come nella notte dell’incidente mortale. Il percorso è pericoloso, ma nessuno sembra voler prendere provvedimenti concreti. Anzi. L’assessora, che un anno fa aveva parlato di rimozione o copertura dei paletti, ha deciso di fare marcia indietro.

I PROBLEMI - Imbeccata dal consigliere Silvio Magliano, Maria Lapietra ha fotografato in questo modo la situazione attuale: «Rimuovere i paletti o coprirli non è una priorità. La rimozione costerebbe 60.000 euro, poi però bisognerebbe trovare il modo alternativo di proteggere il marciapiede». Se la rimozione non è più un’opzione praticabile, lo stesso vale per l’ipotesi di una copertura dei dissuasori con un materiale in grado di assorbire gli urti: «Non risolverebbe il problema, visto che ogni sei dissuasori circa ci sono pali della luce dello stesso materiale». Cosa fare dunque? L’assessora ha delineato due priorità: rifare il manto stradale e rendere più dolce il «gradino pericoloso», quello che divide il controviale dalla pista ciclabile sopraelevata. Nessuna menzione alla possibilità di inserire il limite di 20 km/h nel controviale, una soluzione paventata negli scorsi mesi ma che sembra aver perso di credibilità con il passare del tempo.

LE SOLUZIONI - Una situazione più che mai incerta, che ha mandato su tutte le furie Silvio Magliano. Il capogruppo dei Moderati ha criticato apertamente Lapietra: «E’ morto un ragazzo, ne sono capitati altri di incidenti. Ne aspettiamo un altro? Se capita un altro fatto del genere, la responsabilità è sua». In attesa che l’amministrazione trovi le risorse necessarie per mettere a posto il manto stradale e il gradino, l’invito dell’assessora Lapietra è per gli automobilisti: «Tengano un comportamento consono». Sì, perché molto spesso gli incidenti nascono da atteggiamenti scorretti, come il transito sulla ciclabile o la sosta tra il parcheggio lisca di pesce e la carreggiata. Insomma, il vero problema secondo l’assessora sta a monte: i ciclisti e i motociclisti non dovrebbero nemmeno cadere, non pensare a come attenuare l’impatto dopo una caduta. In attesa di risposte e provvedimenti concreti, il futuro della pista ciclabile di corso Francia è un rebus.