12 dicembre 2017
Aggiornato 22:30
Giunta comunale

Piano invernale 2017/18: meno posti alla Pellerina per i senzatetto e più contatto in strada

Da 150 si passerà a una sessantina di posti letto. Il centro di accoglienza della Pellerina è stato sfruttato poco in passato e così è stato deciso di depotenziarlo. In compenso il Comune dialoga con Asl, ospedali e Diocesi per le alternative

Piano invernale 2017/18 (© ANSA)

TORINO - Anche se il clima ancora non è così freddo da far pensare all’inverno pungente che sta per avvicinarsi, la Giunta comunale ha già organizzato i prossimi mesi con il piano invernale 2017/18. Quest’anno l’amministrazione punterà molto di più sul dialogo e sull’aiuto ai senzatetto, in particolare per quanto riguarda il lavoro in strada e il primo contatto. Non a caso è stata potenziata la Boa, il servizio itinerante notturno che interviene quando un senza fissa dimora non si rivolge ai centri di accoglienza ma anzi rischia la propria vita.

«Ci sarà un potenziamento delle attività nel periodo invernale», ha spiegato l’assessore al Welfare Sonia Schiellino, «dalla metà del mese di novembre alla fine di marzo l’amministrazione comunale intende attivare un insieme di azioni che, accanto all’indispensabile rafforzamento dei servizi di accoglienza notturna, permettano non solo di tutelare e di offrire una risposta ai bisogni primari degli homeless, ma anche di accompagnarli con progetti che li sostengano lungo un percorso di affrancamento della condizione di senza dimora, aiutandoli a uscire da un modo di vivere che, per i più diversi motivi che li colloca in una condizione di estrema marginalità».

PELLERINA - Il primo centro di accoglienza in città d’inverno è quello situato al parco della Pellerina. Lo scorso anno i container, trasformati in piccole abitazioni in cui i senzatetto potevano passare la notte al caldo, erano 38 e potevano accogliere fino a 152 persone. Un numero alto rispetto a quanto sarà quest’anno: nel nuovo piano inverno infatti si è depotenziato il sito e non potrà ospitare più di una sessantina di persone. «Non viene utilizzato molto perché non piace e perché è scomodo da raggiungere», ci dice l’assessore Schellino, «abbiamo pensato a soluzioni alternative in modo da garantire luoghi di ospitalità con dimensioni più contenute e maggiormente distribuiti sul territorio cittadino». Le soluzioni sono tre e sono tutti enti con cui il Comune ha trovato un punto per collaborare: si tratta dell’Asl, della Città della Salute e della Diocesi. «Abbiamo deciso di lavorare in collaborazione con loro per predisporre un protocollo di intesa che consenta di sviluppare e integrare di più il sistema cittadino dei servizi, sia pubblici sia del privato sociale, destinati a coloro che vivono nella condizione di senza dimora».