21 ottobre 2017
Aggiornato 14:00
Tetano

Tetano, cresce la paura: picco di vaccinazioni dopo un caso sospetto a Torino

Dall'inizio di questa settimana si sono presentate oltre 50 persone al giorno presso gli Uffici Igiene e Prevenzione di via della Consolata per richiedere richiamo contro il tetano

Vaccinazione antitetanica (© )

TORINO - Al dipartimento di Igiene e Prevenzione di via della Consolata di Torino non sono particolarmente stupiti nel vedere arrivare, in questi giorni, decine e decine di adulti che richiedono il vaccino per l'antitetanica. In seguito infatti al ricovero presso l'ospedale Infantile Regina Margherita di una bambina di appena sette anni, con sintomi riconducibili al tetano, la guardia si è alzata. Dall'inizio di questa settimana si sono presentate oltre 50 persone al giorno presso gli Uffici a richiedere un richiamo, campanello di allarme che evidenzia i timori che dilagano tra i torinesi.

VACCINAZIONI - E' cosa nota che, se non si fa il vaccino per l'antitetanica, si rischia di poter contrarre il tetano, tuttavia il caso della bambina ricoverata al Regina Margherita ha riportato a galla le paure delle persone che si sono precipitate a decine a richiedere il richiamo contro la malattia. «Fortunatamente», spiega il direttore del Dipartimento di Prevenzione, il Dottor Roberto Testi, «in seguito al Decreto Lorenzin sulle vaccinazioni abbiamo ampliato l'offerta sanitaria, perciò siamo dotati di più sale e di più personale che ci permettono di accogliere le persone che richiedono il richiamo senza alcun problema». 

TETANO - Le stesse dinamiche si erano verificate a inizio anno quando a Torino si erano registrati due casi di meningite. Anche in quell'occasione decine di persone si erano recati d'urgenza a richiedere il vaccino contro la malattia e la situazione si era stabilizzata nel giro di qualche settimana. «Nel caso specifico del tetano» spiega Testi, «dopo aver effettuato 3 richiami l'organismo conserva un memoria immunitaria che andrebbe "richiamata" dopo 10 anni». In moltissimi, attirati dal clamore mediatico gravitato intorno al caso della bambina con sospetto di tetano, si sono accorti di non aver fatto il richiamo e sono perciò corsi ai ripari.