11 dicembre 2017
Aggiornato 12:37
Guardia di finanza

Merce tarocca e pericolosa, titolare di un noto emporio di Nizza Millefonti nei guai

L’imprenditore cinese rischia fino a quattro anni di carcere dopo che la guardia di finanza gli ha sequestrato centinaia di migliaia di prodotti. A rischio anche la sicurezza degli acquirenti

TORINO - Maxi sequestro della guardia di finanza di Torino in un noto emporio cinese ubicato nel quartiere Nizza Millefonti. Sotto la lente di ingrandimento sono finiti oltre 220mila accessori d’abbigliamento riportante il falso logo di un celebre marchio di cristalli, merce che sembrava originale, ma che con la ditta aveva ben poco a che fare. Tra le cose sequestrate ci sono anche 70mila giocattoli esposti per la vendita ma non conformi alla normativa vigente in quanto sprovvisti di informazioni fondamentali per la tutela del consumatore, quali le indicazioni circa la loro provenienza, le istruzioni in lingua italiana, oltre alle precauzioni d’uso di sicurezza che i bambini dovrebbero rispettare per giocare senza rischi. Tra questi, centinaia di accessori e costumi in vista della prossima festività di Halloween.

4 ANNI DI CARCERE - Come se non bastasse, la guardia di finanza ha tolto dal mercato altri 420mila articoli vari per violazione alle norme in materia di sicurezza prodotti, perché venduti senza alcuna indicazione circa i dati dell’importatore e la presenza di materiali o sostanze pericolose. Il titolare dell’attività, un imprenditore cinese, dovrà rispondere di frode in commercio e contraffazione, reati che possono costargli fino a 4 anni di carcere.

GUARDIA DI FINANZA - «La normativa del settore può sembrare molto rigida», fanno sapere i finanzieri riguardo al caso dell’emporio di Nizza Millefonti, «ma è in gioco la salute e la sicurezza di tutti i consumatori e dei nostri bambini in questo caso. E’ bene ricordare, inoltre, che rispettare tutte le norme si traduce sempre in un costo per l’imprenditore onesto quindi chi viola le regole mette a rischio la salute dei consumatori e crea un danno concreto agli operatori corretti».