10 agosto 2020
Aggiornato 01:30
Barattolo

Il mercato del libero scambio chiuso per due settimane dopo l’omicidio tra le bancarelle

La decisione presa questa mattina durante il Comitato provinciale per l'ordine pubblico e la sicurezza convocato d’urgenza dopo l’omicidio di Maurizio Gugliotta. Hanno partecipato il prefetto, la sindaca, due assessori e le forze dell’ordine
Omicidio al mercato del libero scambio
Omicidio al mercato del libero scambio ANSA

TORINO - Di più se ne saprà in Consiglio comunale nel pomeriggio di oggi, ma intanto questa mattina durante il Comitato provinciale per l'ordine pubblico e la sicurezza convocato d’urgenza dopo l’omicidio di Maurizio Gugliotta avvenuto al mercato del libero scambio è stata presa già una prima decisione: «Barattolo», o l’ex suk, non si potrà fare per le prossime due settimane. A deciderlo sono stati il prefetto Renato Saccone, la sindaca di Torino Chiara Appendino, gli assessori comunali Roberto Finardi e Marco Giusta e le forze dell’ordine.

DUE SETTIMANE DI STOP - Da quanto si è appreso fino a ora, una delle due prossime domeniche era già ipotizzato che Barattolo non si facesse. In dubbio c’era il fine settimana con il ponte dei Santi, il cui annullamento è stato confermato, e a questo si è aggiunto anche il prossimo week end in segno di lutto per quello che è accaduto.

VIA CARCANO A RISCHIO - Dall’insediamento dell’amministrazione a Cinque Stelle si è parlato tanto di suk prima e di Barattolo poi. Lo spostamento in via Carcano aveva creato non poche polemiche da parte di commercianti e residenti, gli stessi che ora più che mai chiedono la chiusura del mercatino dell’usato e nuovamente lo spostamento immediato. Toccherà alla Giunta capire quali siano le soluzioni migliori per questa tensione che, oggi più che mai, è alle stelle. Una ipotesi potrebbe essere lo spostamento dell’ex suk in un luogo chiuso, soluzione che garantirebbe un controllo sugli accessi fino a oggi impossibile. Ma è anche vero che sarebbe difficile riuscire a garantire uno spazio agli oltre mille ambulanti che ogni settimana chiedono di poter vendere la propria merce. Dall’altro però si parla anche di un regolamento più serrato nella concessione delle autorizzazioni, ritenute da molti troppe.