24 settembre 2019
Aggiornato 10:30
Appendino indagata

Chiara Appendino indagata: cosa rischia la sindaca di Torino?

La sindaca si dichiara serena e desiderosa di chiarire la sua posizione. Cosa accadrebbe in caso di condanna? Tra codice penale e codice interno del Movimento 5 Stelle, ecco cosa potrebbe succedere
Chiara Appendino e Beppe Grillo
Chiara Appendino e Beppe Grillo ANSA

TORINO - La notizia è ormai nota: la sindaca di Torino Chiara Appendino è indagata dalla Procura di Torino per «falso ideologico in atto pubblico». Se delle reazioni della politica torinese abbiamo già parlato, una delle domande più ricorrenti è la seguente: cosa rischia Chiara Appendino in caso di condanna? E’ bene specificarlo, perché l’indagine potrebbe risolversi con un nulla di fatto, in favore della sindaca. Nella peggiore delle ipotesi invece gli sviluppi da seguire sarebbero due, quello penale e quello politico.

COSA DICE IL CODICE PENALE - Dal punto di vista penale, l’articolo del codice da prendere in considerazione è il numero 479: «Il pubblico ufficiale, che, ricevendo o formando un atto nell'esercizio delle sue funzioni, attesta falsamente che un fatto è stato da lui compiuto o è avvenuto alla sua presenza, o attesta come da lui ricevute dichiarazioni a lui non rese, ovvero omette o altera dichiarazioni da lui ricevute, o comunque attesta falsamente fatti dei quali l'atto è destinato a provare la verità, soggiace alle pene stabilite nell'articolo 476». Cosa comporta questo? Sotto il profilo sanzionatorio, il reato in esame, nell’ipotesi più semplice prevede una pena da 1 a 6 anni di reclusione mentre nell’ipotesi più aggravata si va dai 3 anni ai 10 anni.

COSA DICE IL M5S - La posizione del M5S, sul tema degli indagati, è sempre stata abbastanza intransigente. Come noto, il blog di Beppe Grillo ha un codice di comportamento. Alla voce «trasparenza» si legge: «Il parlamentare eletto dovrà dimettersi obbligatoriamente se condannato, anche solo in primo grado, nel caso di rinvio a giudizio sarà invece sua facoltà decidere se lasciare l’incarico». Il regolamento è valido per i parlamentari eletti alla Camera e al Senato, ma per i sindaci? Hanno il dovere di informare il Garante del M5S (cosa che Appendino ha fatto tramite comunicato). Attualmente, con l’avviso di garanzia, la posizione di Appendino non è assolutamente a rischio. Certo, l’amministratore può autosospendersi, senza che questo arrechi ammissione di colpa o di responsabilità. Un’ipotesi che Appendino non sembra voler prendere in considerazione, anzi: «Desidero essere ascoltata il prima possibile al fine di chiarire tutti gli aspetti di una vicenda complessa relativa all’individuazione dell’esercizio di bilancio al quale imputare un debito che questa amministrazione mai ha voluto nascondere». Insomma, il M5S si fida ciecamente di Appendino tanto che Danilo Toninelli, deputato, ha affermato a RaiNews: «Chiara non ruberebbe una caramella al compagno di suo figlio. E’ di specchiata moralità».