27 maggio 2020
Aggiornato 01:00
Parco del Valentino

«Basta Salone dell'Auto al Valentino», quale futuro dopo l'edizione 2018? 

Per il 2018 infatti è stato confermato che il Salone dell'Auto insisterà nel parco cittadino. Cosa aspettarsi dunque per il futuro? 

TORINO - È giusto occupare un parco pubblico con delle manifestazioni che ne limitano, di fatto, l'uso proprio a quel pubblico a cui è destinato? Se sì, tutti i tipi di manifestazioni sono ben accette?  Tra queste domande si è mossa oggi, martedì 17 ottobre, la Commissione Comunale avente per oggetto il binomio parco del Valentino e Salone dell'Auto. Stando all'articolo 9 del regolamento del parco, dicono i firmatari di una petizione cittadina, al Valentino non dovrebbero insistere manifestazioni commerciali di alcun tipo che vadano a snaturarne la prima essenza del parco e a limitarne l'uso. Il regolamento parla chiaro però, tra leggi scritte e leggi di fatto, capita spesso di constatare che corra molta acqua. Per il 2018 infatti è stato confermato che il Salone dell'Auto insisterà nel parco cittadino. Cosa aspettarsi dunque per il futuro? 

VALENTINO - «Il parco del Valentino, proprio per la sua struttura e conformazione fatta di un'ampia metratura in asfalto, si presta molto bene per questo tipo di manifestazioni, ma non sarà sempre così» ha affermato il consigliere comunale pentastellato Damiano Carretto. Fra un mese e mezzo circa infatti verrà reso noto il nuovo progetto di riqualificazione dell'area di Torino Esposizioni, piano che coinvolge anche il parco del Valentino. Stando a quanto emerso fin ora, anche il polmone verde della città verrà toccato (e modificato) in larga parte da queste operazioni di bonifica. Il nuovo spazio prevede infatti la nascita di un campus per gli studenti di architettura, una biblioteca civica e la pedonalizzazione pressoché totale del Valentino, ha spiegato il vicesindaco Guido Montanari.

SALONE DELL'AUTO - Un parco nuovo, più verde, meno asfaltato e perciò anche meno accogliente per manifestazioni come il Salone dell'Auto dunque, questo il quadro che si delinea per il futuro. Ma non per il prossimo anno. Nel 2018 infatti l'amministrazione comunale ha confermato la scelta di porre il Salone al Valentino, pur garantendo una maggiore attenzione per quel che riguarda l'incidenza dell'evento sul parco e nelle zone limitrofe. «In passato sono stati fatti degli errori» ammette con lucidità il consigliere Enzo Lavolta, «la stessa scelta di coinvolgere solo adesso l'assessore all'Ambiente è indicativa di un diverso approccio rispetto al passato». Nuove questioni e una rinnovata attenzione per il tema del parco e del green viene ora a galla: «Come arrivano le persone al Salone dell'Auto del Valentino?» ad esempio «Principalmente in auto e parcheggiano in San Salvario, bloccando totalmente il quartiere durante tutto il periodo della manifestazione» spiega Carretto, che prosegue: «Stiamo lavorando affinchè questo non avvenga, pensando di istituire dei servizi di navetta o collaborando con i tassisti». Maggiore attenzione anche verso la parte culturale della manifestazione poichè, se è pur vero che la cultura dell'automobile è alla base e nell'essenza più pura della città della Mole, tuttavia, definire il Salone come una manifestazione culturale, appare impropria a tanti. Non da ultima poi la richiesta che alcune parti dell'evento si spostino nelle amatissime periferie pentastellate di modo da alleggerire, almeno in parte, il peso sul parco.