21 novembre 2017
Aggiornato 10:33
Viabilità

Auto o bici? I cittadini si contendono la strada: «Eliminate la pista ciclabile»

Parcheggi d'auto 'scomparsi', una doppia pista ciclabile bidirezionale e una viabilità da incubo in zona Borgo Vittoria. L'assessore ai Trasporti Maria Lapietra gela i residenti di corso Venezia e dintorni: «Anche eliminando la pista non c'è spazio per la sosta»

Corso Venezia, la viabilità in tilt (© Diario di Torino)

TORINO - Auto o bici, parcheggi o pista ciclabile? Non è una battaglia ma poco ci manca. Da una parte i residenti e i commercianti di corso Venezia e dintorni, dall’altra la visione dell’amministrazione e i progetti urbanistici definiti «innaturali» e «inadeguati» dall’assessore ai Trasporti Maria Lapietra. I residenti, da tempo lamentano una carenza di parcheggi (150 in meno da quando è stata cambiata la viabilità) che sta creando più di un problema alle famiglie e ai commercianti della zona. Le difficoltà sono note e sono aumentate da quando la carreggiata di corso Venezia è stata «ristretta» da una doppia pista ciclabile bidirezionale. La richiesta che 775 petitori presentano al Comune è semplice: eliminare lo spazio dedicato alla pista ciclabile, quello dal lato dei numeri dispari di corso Venezia.

LE SOLUZIONI - Se la richiesta dei petitori è chiara, anche la risposta dell’assessore ai Trasporti non lascia spazio a dubbi: la pista ciclabile rimarrà lì dov’è attualmente. Il motivo? «Quando sono diventata assessore e ho visto la doppia pista bidirezionale ho pensato avesse poco senso, ma anche eliminandola non vi sarebbe lo spazio necessario per ricavare degli stalli per la sosta». Caso chiuso dunque, ma la polemica non si placa. I cittadini non ci stanno, il disagio vissuto da chi vive o ha un’attività commerciale in quella zona è evidente. I problemi sono molteplici: difficoltà per i fornitori nel portare la merce ai negozi, traffico in tilt per una semplice ambulanza ferma e aria irrespirabile per colpa delle code sempre più frequenti. Siccome i disagi sono noti e le lamentele dei cittadini pressanti, qualcosa di transitorio e di riparatorio verrà fatto. L’assessore ha infatti promesso stalli per il carico e scarico e l’eventuale concessione di qualche posto auto entro dicembre.

BORGO VITTORIA, VIABILITA’ DA INCUBO - Secondo Lapietra, la sosta è un falso problema. Quei parcheggi infatti non erano previsti nel vecchio progetto e anzi, pur essendo distanti dalle attività commerciali (davanti alle discoteche di piazza Baldissera), sono pure di più rispetto al passato. Il vero problema è la viabilità: «Bisogna risolvere i nodi di piazza Baldissera e la rotonda di via Breglio. Sono progetti innaturali, pensati male e inadeguati». A questo punto è ipotizzabile che la viabilità (e la sosta) venga rivoluzionata in toto, una volta terminato il passante ferroviario. «Quando quest’ultimo sarà completato, discutere di questi temi sarà più semplice per tutti» è la posizione del consigliere del M5S Antonino Iaria. Una posizione condivisa dagli uffici, che ammettono come l’attuale traffico su corso Venezia verrà distribuito sulle nuove carreggiate quando il passante sarà pronto. Gli abitanti e i commercianti, di fatto, si ritroveranno con un controviale «riservato» alle loro esigenze.

BICI O AUTO - I due schieramenti non lo dicono mai apertamente, ma il dibattito alla fine si può tranquillamente ricondurre all’eterna e più che mai attuale diatriba «auto o bici»? La visione della Giunta e del gruppo del Movimento 5 Stelle è nota: «Ci sono troppe auto e le strade di Torino, progettate tanti anni fa, sono state pensate per sopperire a un traffico notevolmente inferiore a quello attuale». I commercianti non la pensano così e rilanciano: «Noi automobilisti siamo discriminati, non abbiamo nulla contro i ciclisti ma è impensabile che qualcuno venga a comprare piastrelle o box doccia in bici» è la loro provocazione. In questa lotta per la strada, prova a smorzare gli animi Silvio Magliano: «La preoccupazione dei cittadini è per la loro vita quotidiana, non vogliono contrapporsi ai ciclisti».  
 

Le auto parcheggiano dove non dovrebbero

Le auto parcheggiano dove non dovrebbero (© Diario di Torino)