5 luglio 2020
Aggiornato 22:30
Circoscrizione 4

Claudio Cerrato: «Poche risorse, tante idee e progetti futuri: così cambia la Circoscrizione 4»

La realizzazione della prima biblioteca, l’ipotesi di una pista ciclabile e le tanto discusse pedonalizzazioni: la Circoscrizione 4, una piccola cittadina di quasi 100.000 abitanti, è in continua trasformazione. Per capire meglio i cambiamenti in atto, abbiamo intervistato chi la amministra da due mandati: il presidente Claudio Cerrato

TORINO - Incontriamo Claudio Cerrato, presidente della Circoscrizione 4, nel cuore del territorio che amministra: piazza Risorgimento. E’ qui che da qualche mese si è concluso il progetto della prima piazza Smart d’Italia ed è poco distante da qui che, tra pareri favorevoli e discordanti, si è svolta la sperimentazione della pedonalizzazione di un intero borgo, Borgo Campidoglio. La Circoscrizione 4, una «piccola» città di quasi 100.000 abitanti, è sinonimo di cambiamento. Di evoluzione continua. Per capire al meglio le trasformazioni, abbiamo quindi scelto di incontrare chi questo territorio lo amministra da due mandati, il presidente della Circoscrizione 4 Claudio Cerrato. 

- Presidente, lei è alla guida della Circoscrizione 4 da due mandati: com’è cambiato il territorio in questi anni? 
Il territorio è cambiato perché c’è stata un’evoluzione degli abitanti, molto è dipeso dalla crisi economica del 2011. Sono cambiati gli esercizi commerciali, ma la Circoscrizione non si è spopolata: abbiamo mantenuto 98.000 abitanti circa, perché è sorto il quartiere Spina 3 che ha compensato gli allontanamenti. 

- Qual è il più grande successo raggiunto?
Direi la casa del quartiere, il centro polivalente raffinerie sociali. Ma più di tutto direi i progetti di cittadinanza attiva e di welfare generativo.

- E la delusione più cocente?
Essendo all’inizio del secondo mandato non posso ancora parlare di delusioni, perché c’è la speranza e la volontà di portare avanti progetti che avevamo pensato anni fa. 

- E' una Circoscrizione in continua trasformazione: un progetto che i residenti vedranno realizzarsi nel prossimo futuro?
Quest’anno ci batteremo per aprire la prima biblioteca della Circoscrizione 4, intitolata ai ragazzi di Utoya. Sorgerà in via Zumaglia, riutilizzando parte della scuola Italo Calvino. Cambiando la popolazione, molte scuole si sono svuotate: si è pensato quindi di utilizzare gli spazi già presenti per creare la biblioteca. Se riuscissimo a inaugurarla entro la prima metà del 2018, sarebbe un gran successo. Nei primi anni 2000 si era pensato a una biblioteca di tre piani in via Capelli ma oggi, rispetto al dramma delle risorse e degli spazi, stiamo lottando per dare ai residenti la loro prima biblioteca.

La prima biblioteca della Circoscrizione 4 sorgerà in via Zumaglia

La prima biblioteca della Circoscrizione 4 sorgerà in via Zumaglia (© Google)

- Ha parlato di difficoltà di reperire risorse. E’ difficile offrire un servizio elevato ai cittadini con così pochi soldi?
Molto difficile, ma la necessità aguzza l’ingegno. Abbiamo rimodellato o ripensato alcuni progetti per ridurre i costi e continuare a garantire servizi. Va detto che per alcuni servizi di base come l’anagrafe, il taglio del verde, e la manutenzione del suolo o hai il personale e i soldi o il catrame non lo compri e la buca ti rimane lì dov’è.

- Capitolo associazioni, quanto è importante collaborare con queste realtà? Sono una risorsa per la Circoscrizione?
L’associazionismo, il volontariato e la disponibilità dei residenti alla cura del territorio sono fondamentali. Abbiamo un patrimonio umano importante nei diversi quartieri, che va oltre i protestatari di professione. Un esempio: durante la pedonalizzazione di Borgo Campidoglio uno dei cittadini che più spesso si lamenta e critica, ha preso scopa e secchiello e ha pulito i marciapiedi dove si svolgeva l’iniziativa. Cosa vuoi dire a persone cosi? E’ uno stimolo gratificante quando c’è collaborazione tra le parti: cittadini e amministrazione.

Volontari Retake Torino dopo avere sistemato un giardino devastato dai vandali

Volontari Retake Torino dopo avere sistemato un giardino devastato dai vandali (© Claudio Cerrato)

- Pedonalizzazione di Borgo Campidoglio. Quali sono stati i risultati della sperimentazione, come la giudica?
Giudico la pedonalizzazione in maniera positiva: di fatto, se venisse rispettato il codice della strada, il Borgo sarebbe già pedonale perché non permette il parcheggio, quindi entri nel borgo in auto solo se hai il tuo parcheggio.

- Qualche commerciante si è lamentato...
I clienti delle attività commerciali hanno il diritto e la deroga per entrare in area pedonale, carico e scarico, e andarsene. Non penalizza i commercianti, anzi: permette di curare meglio il suolo e le parti che sono sconnesse in maniera più duratura. La vivibilità migliora senza dubbio, ora valuteremo quanto ampia debba essere la pedonalizzazione, ci sono già delle ipotesi. 

- Come mai la sperimentazione è stata accompagnata dalle polemiche?
Il vero problema è la comunicazione, i settori del Comune non si parlano e quindi non si coordinano bene. Ci diano le deleghe previste dallo Statuto e coordiniamo noi le azioni come la sperimentazione di Borgo Campidoglio. Se organizzo la sperimentazione in Borgo Campidoglio o sotto casa della sindaca, mi coordino con la viabilità, con i vigili e gli dico cosa fare. Non devo implorare tra gli uffici. Altrimenti si crea il caos.

La sperimentazione della pedonalizzazione in Borgo Campidoglio

La sperimentazione della pedonalizzazione in Borgo Campidoglio (© Diario di Torino)

- In questi giorni nel quartiere si parla di passeggiate notturne per garantire la sicurezza, di ronde. Come giudica queste iniziative?
Gli abitanti del quartiere devono rimpadronirsi di spazi pubblici con sperimentazioni tipo living street, ma questa cosa qua deve e può essere fatta in orari in cui la normale popolazione vive: dall’ alba al tramonto. La notte spetta allo stato, alle forze dell’ordine e all’amministrazione garantire la sicurezza. Prossimamente promuoverò una serie di passeggiate e sopralluoghi con consiglieri e residenti ma alle 23:00, dopo non c’è animazione sociale che regga. E’ un problema di ordine pubblico.

- Recentemente ha parlato di una nuova pista ciclabile che colleghi piazza Statuto a Collegno: ci spieghi meglio il progetto.
Si parla sempre di città ecosostenibile, ma poi i concetti vanno messi in pratica non solo sbandierati. Gli amministratori hanno paura. Dobbiamo collegare l’Ovest di Collegno con il centro di Torino (piazza Statuto). Questo si può fare in più modi, chiediamo alla città di metterci a disposizione i progettisti. Le ipotesi da noi avanzate non mancano: nella prima parte si potrebbe utilizzare parte di uno dei due marciapiedi di via Servais come pista ciclabile, ma rimane il problema di collegare corso Sacco e Vanzetti con la pista ciclabile di Collegno (Campo Volo). Nella seconda parte, quella da piazza Perotti a piazza Statuto, si può pensare a via San Donato a senso unico in uscita dalla città, realizzando lì la pista ciclabile. A quel punto via Cibrario potrebbe diventare a senso unico in entrata, in modo che tutti i negozi vengano coinvolti dal passaggio auto. C’è poi il tema del collegamento da Nord a Sud, in modo che questa pista ciclabile possa essere legata alla metropolitana: se si vuole ridurre l’uso dell’auto bisogna ripensare ai collegamenti.

- Di cos’ha davvero bisogno la Circoscrizione 4?
Di una maggiore percezione di cura e sicurezza. Fenomeni di degrado e criminalità ci sono ma non sono cosi drammatici o pericolosi come in altre zone della città. Tuttavia c’è bisogno di migliorare la situazione e di far si che la gente sia contenta di vivere in Circoscrizione 4, perché il raggiungimento della tranquillità e della sicurezza è fondamentale per i cittadini che vogliono essere tranquilli di poter uscire. E poi il trasporto pubblico, che deve essere adeguato. 

- Perché un cittadino, un domani, dovrebbe scegliere di vivere nella Circoscrizione 4?
Perché facendo una valutazione oggettiva, oltre la percezione, è una delle Circoscrizioni meglio servite e con una tranquillità e un livello di problematicità più basso di Torino. La metropolitana è vicina, così come il parco della Pellerina e l’accesso alla tangenziale da corso regina. Abbiamo l’ospedale Maria Vittoria. I servizi che si ipotizzano fondamentali, noi li abbiamo. Dal commercio di prossimità al mercato di corso Svizzera, c’è davvero tutto e con la biblioteca saremo finalmente al completo.