21 novembre 2017
Aggiornato 11:00
Scuole paritarie convenzionate

«Maestre senza stipendio da agosto»: il dramma delle scuole paritarie di Torino

«La giunta Appendino nel suo primo anno di insediamento ha ridotto i fondi per le scuole materne paritarie convenzionate della somma di 500mila euro», si legge nella petizione cittadina presentata oggi presso il Comune di Torino

Scuola paritaria convenzionata (© Asilo infantile Onorato Morelli)

TORINO - Sono 47 le scuole materne paritarie convenzionate di Torino e ospitano, in totale, 5500 bambini «che altrimenti non troverebbero posto in altri istituti comunali» precisano i firmatari di una petizione arrivata oggi in Comune, per chiedere il ripristino dei fondi destinati a queste scuole in difficoltà. «La giunta Appendino nel suo primo anno di insediamento ha ridotto i risicati fondi per le scuole materne paritarie convenzionate della somma di 500.000 euro» si legge nella petizione, «Noi chiediamo semplicemente il ripristino di quei fondi, pari a 3.000.000 di euro, più 14.000 a parte per i fondi handicap. Nonchè il rispetto del pagamento della rateizzazione». Pare infatti, stando a quanto affermano i firmatari, che delle 10 rate stanziate per il 2016, il Comune di Torino ne abbia regolarmente stanziate, a oggi, solamente 7.

PARITARIE - Alcune di queste strutture, data la mancanza di fondi, sono state costrette a chiudere (si veda ad esempio la scuola di via Abegg) e molte altre tirano avanti a fatica, tra mutui bancari e personale che non riceve stipendio ormai da mesi. La maestra Tiziana ad esempio, della scuola Onorato Morelli di Cavoretto, racconta di essersi accordata con altre docenti della scuola per non prendere stipendio per i mesi di settembre, ottobre e novembre, in modo da sgravare la scuola del costo del personale. Non è questo, purtroppo, un caso isolato. Molti insegnanti, spiegano i firmatari della petizione, non ricevono stipendio da agosto e aggungono: «Senza i fondi comunali sono a rischio 550 posti di lavoro. La sindaca se ne rende conto?». 

GENITORI - Non se la cavano molto meglio i genitori dei piccoli alunni che, in mancanza di fondi, hanno visto aumentare le rette scolastiche. Nella scuola della maestra Tiziana ad esempio, il servizio che l'anno scorso costava 211 euro, oggi viene pagato 229, 50. «Può sembrare un aumento insignificante, sono solo 18 euro e 50, ma se si pensa, ad esempio, a chi iscrive due figli a scuola, è facile immaginare che i costi lievitino velocemente» ha spiegato la docente. Situazione analoga anche alla scuola Francesco Durio, dove si è passati da una rata di 185 euro a una da 191.

SCUOLA - L'amarezza per questa situazione difficile cresce poi in relazione alla sproporzione che sembrerebbe esserci tra le scuole materne paritarie convenzionate e le comunali. A queste seconde infatti l'Amministrazione Comunale riserverebbe un trattamento migliore: «A fronte di un taglio pari al 16% per le convenzionate, vale a dire 500mila euro in meno, le comunali godono di 50milioni complessivi. Perchè?» Con questo interrogativo si chiude il Diritto di Tribuna in cui è stata presentata questa mattina, venerdì 10 novembre, la petizione cittadina.