21 novembre 2017
Aggiornato 11:00
Strada del Drosso

«Ho visto due o tre ragazzi», sasso lanciato dal cavalcavia di strada del Drosso: tragedia sfiorata

Sarebbero bastati appena pochi centimetri di differenza e ora staremmo parlando dell’ennesima tragedia causata da chi, per un assurdo divertimento, lanciano sassi dai cavalcavia delle tangenziali

La polizia stradale sul cavalcavia (© ANSA)

TORINO - Sarebbero bastati appena pochi centimetri di differenza e ora staremmo parlando dell’ennesima tragedia causata da chi, per un assurdo divertimento, lanciano sassi dai cavalcavia delle tangenziali. E invece, per sua fortuna, quel sasso di oltre due chili ha sfondato il tettuccio terminando la sua corsa dentro l’abitacolo del suo mezzo pesante con cui stava uscendo dalla tangenziale a velocità ridotta per andare verso l’Interporto Sito di Orbassano.

"HO VISTO DEI RAGAZZI" - Il sasso è stato lanciato dal cavalcavia di strada del Drosso. A raccontare quanto accaduto è stato lo stesso camionista, Arcangelo A. di 48 anni, al quotidiano La Stampa: «Ho visto dei ragazzi affacciati al parapetto. Credo fossero tre, al massimo quattro. Ricordo che avevano degli zaini sulle spalle. E accanto a loro c’erano delle biciclette». Non si è accorto subito di cosa fosse successo quando ha sentito il botto. Poi ha visto vetri ovunque nell’abitacolo e la tendina parasole rotta. Si è accostato e ha capito. Immediata la telefonata alla polizia stradale. «Mi avesse preso in testa, mi avrebbe sicuramente ammazzato». Si è anche girato verso il cavalcavia, ma quei ragazzi che aveva intravisto senza farci più di tanto caso non c’erano più.

TRAGEDIA SFIORATA - La denuncia fatta alla stradale è giunta in pochissimo in Procura ed è stata aperta un’indagine contro ignoti. «Spero che trovino quei ragazzi», dice ancora il quarantottenne a La Stampa, «che si rendano conto di quello che hanno combinato e soprattutto di cosa sarebbe potuto succedere. Hanno sfasciato il tetto di una motrice nuova di zecca, ma hanno rischiato molto di peggio. Di avere un morto, un marito e un padre, sulla coscienza. E tutto questo per cosa? Per una bravata. Talmente stupida da non poter essere raccontata gli amici».