21 novembre 2017
Aggiornato 10:33
Prima cittadina

Malore per un bambino in metro, la sindaca passa per caso e dà una mano per 40 minuti

Il racconto di un assistente alla clientela Gtt: “Una signora si è avvicinata e ci ha chiesto se c’era bisogno di aiuto. All’inizio non avevamo fatto caso a chi fosse, poi ci siamo accorti che era la sindaca”

Il bambino ha accusato un malore a Principi d'Acaja (© Diario di Torino)

TORINO - «Una signora si è avvicinata e ci ha chiesto se c’era bisogno di aiuto. All’inizio non avevamo fatto caso a chi fosse, poi ci siamo accorti che era la sindaca». E’ sabato sera, sono le ore 19, e nella stazione della metropolitana Principi d’Acaja scendono due bambini. Sono un fratello e una sorella, rispettivamente di 8 e 11 anni. Camminano mano nella mano, ma senza genitori, e la cosa non sfugge agli addetti Gtt presenti sul posto. «Li abbiamo fermati», racconta uno dei quattro, «la ragazzina l’avevamo già notata da sola in un’altra stazione e così volevamo sincerarci che fosse tutto a posto e cosa ci facessero da soli». Ma quando i due bambini vengono fermati il ragazzino di 8 anni accusa un malore, diventa pallido e si accascia al suolo.

PRIMO SOCCORSO - I quattro assistenti alla clientela si premuniscono per prestare il primo soccorso e per allarmare il 118. «Mi sono subito chinato e tenendo il capo al bambino gli ho tirato su le gambe», racconta ancora uno dei quattro dipendenti di Gtt. «E’ lì che si è avvicinata la sindaca e si è inginocchiata chiedendo se c’era bisogno di aiuto». Il riconoscimento non è immediato: i quattro sono impegnati a badare al bambino e si accorgono solo in un secondo momento che è Chiara Appendino. «E’ stata gentilissima e molto disponibile. Era con il marito e la figlia e ci ha chiesto subito se doveva chiamare un’ambulanza».

40 MINUTI - La prima cittadina rimane con i quattro assistenti alla clientela e con i due bambini per oltre 40 minuti, fino a quando a Principi d’Acaja interviene la polizia e soprattutto fino a quando il piccolo si riprende completamente. «E’ rimasta tutto il tempo con noi e si è messa completamente a disposizione. E’ andata via solamente quando la situazione era tutta risolta».