13 dicembre 2017
Aggiornato 15:41
Terrorismo

Paradosso a Torino: scoperti 5 terroristi dell’Isis ma non possono essere arrestati

La Procura ha ottenuto le ordinanze di custodia cautelare in carcere per 5 tunisini, ma l’arresto non può scattare per la procedura della giustizia italiana. Tre di loro sono ai domiciliari, altri due a piede libero

Cinque le ordinanze di custodia cautelare ottenute ma non eseguibili (© ANSA)

TORINO - Cinque ordinanze di custodia cautelare emesse, cinque giovani terroristi dell’Isis. L’esito di questa storia sembra scontato, ma non è così: nonostante la Procura di Torino abbia ottenuto le ordinanze, le misure di custodia cautelare non possono essere eseguite. Un paradosso. 

LA GIUSTIZIA ITALIANA - Tutto nasce da un’operazione dei Ros dei carabinieri, coordinati dal pm Andrea Padalino. I cinque giovani, tutti tunisini, vengono indagati per terrorismo internazionale: sono sospettati di avere formato una cellula terroristica di un gruppo collegato all’Isis. Il 17 maggio scorso la Procura chiede l’arresto dei sospettati, il 21 giugno un gip respinge l’istanza di carcerazione. A quel punto il pm Padalino presenta un ricorso al Tribunale del Riesame del Piemonte, che lo accoglie. Lieto fine? Assolutamente no perché secondo la giustizia italiana, gli indagati hanno la possibilità di ricorrere in Cassazione. Nel frattempo, in attesa del parere della Suprema Corte, non possono essere arrestati.

I TERRORISTI - Attualmente, tre di loro si trovano agli arresti domiciliari per droga mentre altri due sono a piede libero: è probabile che siano. Uno di questi soggetti, tra l’altro, è già stato espulso dall’Italia nel 2016. Come se non bastasse, nella stessa inchiesta sono presenti i nomi di altri due tunisini morti in Siria dopo un soggiorno in Italia. Alla morte dei due «martiri», i cinque indagati per terrorismo internazionale li avevano omaggiati e inneggiati su Facebook. L’inchiesta inoltre era partita proprio dalla segnalazione di profilo Facebook di una persona tunisina residente a Torino, in contatto con alcuni miliziani del Califfato.