13 novembre 2019
Aggiornato 07:00
Scuole paritarie convenzionate

Un girotondo per dire «no» ai tagli della Giunta Appendino, i bambini rispondono così

La risposta del Comune appare tutt'altro che rassicurante. A prendere la parola è l'assessore al Bilancio Sergio Rolando che dice: «A oggi non c’è previsione di poter far tornare questo fondo ai livelli precedenti»

TORINO - Questa mattina in diverse scuole paritarie del Comune di Torino si è svolto un particolare girotondo per chiedere alla sindaca di Torino Chiara Appendino il ripristino dei fondi tagliati, un aumento di quelli destinati all’handicap e la puntualità nel pagamento delle rate stanziate. Dalle 9:30, in concomitanza con l’incontro in Comune nel quale si è discussa la petizione contro i tagli previsti dall’amministrazione, gli alunni e gli insegnanti hanno messo in atto un colorato girotondo. Il messaggio è chiaro: «Non siamo bambini di serie B». La risposta del Comune però appare tutt'altro che rassicurante. A prendere la parola è l'assessore al Bilancio Sergio Rolando che dice: «A oggi non c’è previsione di poter far tornare questo fondo ai livelli precedenti. Invece spero di poter recuperare il ritardo sui pagamenti e vi farò sapere dopo il 10 dicembre».

TAGLI - Nel Bilancio 2018, il Comune di Torino ha previsto un taglio di 500.000 euro al finanziamento di 3 milioni ("briciole" per il Comune, secondo i firmatari) spettante alle materne paritarie convenzionate della città. Una sforbiciata pari al 16% che mette in difficoltà le strutture, il personale e le famiglie. «A Torino, le scuole materne paritarie convenzionate svolgono un servizio essenziale perché accolgono 5.500 bambini, per i quali non c’è posto nelle altre strutture, né nelle comunali paritarie né nelle statali. In altri termini, coprono da sole un terzo del fabbisogno educativo della città» spiegano i genitori. Oggi, senza i fondi su cui hanno sempre potuto contare, queste scuole sono costrette a chiedere prestiti in banca e, soprattutto, non riescono più far fronte al pagamento degli stipendi dei loro dipendenti. Molte, infatti, a causa del ritardo nell’erogazione dei fondi da parte del Comune non stanno pagando gli stipendi dal mese di agosto e i 550 dipendenti rischiano così il loro posto di lavoro. Inoltre, per trovare una soluzione alla riduzione dei finanziamenti comunali, alcuni istituti stanno chiudendo o si stanno trasformando in strutture private, mentre la maggioranza si è vista costretta ad aumentare le rette, gravando sui bilanci delle famiglie che, pur essendo contribuenti al pari delle altre, si sono trovate nuovamente svantaggiate. «Prevediamo che il 20% delle scuole andranno a gambe all’aria nei prossimi mesi» ha spiegato Paolo Audisio durante la Commissione che si è svolta in Comune.

Tagli alle scuole paritarie convenzionate: la protesta dei bimbi torinesi (FOTOGALLERY)

GIROTONDO - I genitori presenti all’incontro in Comune hanno chiesto oggi, quindi, il ripristino per le scuole materne paritarie convenzionate dei fondi comunali pari a 3 milioni di euro ante taglio operato dalla giunta Appendino nel mese di maggio 2017, con assegnazione a parte dei fondi per handicap pari a 14.000,00 euro a bambino (cioè copertura totale fuori da fondi generici), nonché il rispetto del pagamento della rateizzazione concordata con il Comune per i contributi relativi all’anno 2016 (finora, infatti, sono state pagate dal Comune di Torino solo 7 rate delle 10 previste, mentre i fondi relativi all’anno 2017 non sono stati nemmeno ancora presi in considerazione). Infine, la delegazione dei genitori ha chiesto spiegazioni sulla disparità di trattamento che vedrebbe assegnati dal Comune oltre 50 milioni di euro alle scuole materne comunali, anch’esse paritarie, che in totale ospitano circa 7.800 bambini, a fronte di soli 3 milioni (decurtati ora del 16%) alle paritarie convenzionate (per 5.500 bambini). 

COMUNE - La risposta dell'assessore al Commercio Sergio Rolando:  «Tutti ricordano come sia nato il bilancio 2017 della Città di Torino: siamo in «disavanzo strutturale» e purtroppo le riduzioni delle spese andranno sempre di più a incidere su elementi sensibili. Perché ci sono altre spese che sono invece incomprimibili». I tagli continueranno dunque. «Dobbiamo ridurre di 80 milioni le spese in quattro anni (o meglio modificare il differenziale tra entrate e uscite), pertanto dovremo tagliare ancora e avremo altre brutte notizie simili. Se ci sarà predissesto, peggio ancora: i tagli saranno certi e non sottoposti a discrezionalità politica». Secco il commento del capogruppo dei Moderati Silvio Magliano: «Se continuiamo a tagliare i fondi, arriveremo al punto che le famiglie terranno i bambini a casa» Intanto i genitori si sentono presi in giro dalla mancata presenza dell'assessore all'Istruzione Federica Patti.