9 dicembre 2019
Aggiornato 09:00
Cronaca

Vandalismo a Torino: le bici verdi di Gobee.bike finiscono dentro il fiume Po

Nelle ultime settimane Torino è stata invasa dalle bici condivise, mezzi a due ruote che possono essere parcheggiate in ogni angolo della città

TORINO - Tre bici verdi galleggianti, in riva al fiume Po. «Era solo questione di tempo» e ancora «Viviamo in una società di incivili». Sono questi i principali commenti dei cittadini dopo aver visto alcune bici del servizio di bike sharing libero Gobee.bike in riva al fiume Po, abbandonate tra nutrie e pantegane. 

L’EPISODIO VANDALICO - Uno scherzo di qualche vandalo molto probabilmente, come già successo a Milano dove le bici che non necessitano di stazioni erano state trovate addirittura sopra gli alberi. Come in una gara di vandalismo a distanza, anche Torino (purtroppo) non ha voluto essere da meno rispetto alle altre grandi città. Il problema è che, a meno di presenza di telecamere, peraltro non presenti nell’area del Lungo Po Machiavelli dove sono state ritrovate le bici, è impossibile risalire al colpevole. Sì, perché la peculiarità delle bici del «free floating» è proprio questa: la possibilità che le bici vengano parcheggiate ovunque, senza stalli o catene. In questo caso, anche se l’ultimo utilizzatore parcheggia la bici in modo corretto, qualsiasi persona può alzare il mezzo a due ruote e portarlo più o meno ovunque.

IL FREE FLOATING - Al di là dell’episodio vandalico, nelle ultime settimane Torino è stata letteralmente invasa dalle bici del free floating. Tante le compagnie che hanno scelto il capoluogo piemontese per lanciare il proprio servizio: dalle bici verdi di Gobee.bike alle bici arancioni di Obike, passando per quelle rosse di Mobike, sono davvero tantissime le bici sbloccabili con uno smartphone, a disposizione di ogni cittadino. Un segnale positivo per la mobilità dolce, la speranza è che i torinesi sappiano cogliere l’opportunità lasciando da parte tristi episodi vandalici.