17 dicembre 2018
Aggiornato 08:30

Affrontare il tumore e preservare la fertilità, al Sant’Anna le esperienze delle pazienti

Il libro dei pazienti e curanti che raccontano esperienze e storie vissute insieme affrontando la malattia oltre le paure nel Progetto FertiSave dell'ospedale Sant'Anna di Torino
Ospedale Sant'Anna
Ospedale Sant'Anna ()

TORINO - Nella giornata di domani, martedì 5 dicembre, in occasione del Convegno «Preservazione della fertilità e qualità della vita» all’ospedale Sant’Anna sarà presentato un libro che raccoglie le testimonianze rese da alcune pazienti affette da tumore che hanno affrontato il percorso della preservazione della fertilità e dagli operatori sanitari che le hanno aiutate a mantenere la speranza di poter diventare genitori. Il libro «Preserviamo» ha lo scopo di richiamare l’attenzione sull’importante opportunità che viene attualmente offerta  ai giovani pazienti colpiti da tumore e nasce dall’esperienza vissuta nell’ambito del progetto «Fertisave», attivato nel 1997, con lo scopo di preservare la fertilità dei giovani pazienti oncologici di entrambi i sessi,  che, grazie ai sensibili progressi nelle terapie, possono non soltanto guarire, ma anche ambire ad una qualità di vita normale, che comprenda anche la gioia di procreare. A oggi hanno usufruito del progetto «Fertisave» 476 donne, di età compresa tra i 3 ed i 40 anni, e 1131 uomini.

ESPERIENZA - Una giovane donna scrive: »Nel raccontare la mia esperienza mi sono sentita parte di un qualcosa. E’ una sensazione bellissima vedere che a qualcuno davvero importa quello che le persone hanno da dire. Oggi si parla poco e non capiamo che la comunicazione tra le persone è il patrimonio più grande dell’umanità…Sono venuta in questo Centro di preservazione della fertilità per proteggere il mio sogno. Da sempre immagino come sarà il giorno in cui incontrerò i suoi occhietti…pur essendo molto giovane è una cosa che coltivo dentro. La gioia di essere madre…ho deciso di congelare i miei ovociti in previsione di una chemioterapia che potrebbe portarmi a sterilità. Quando ho ricevuto questa notizia mi sono sentita il terreno crollare sotto i piedi…Quindi, appena mi hanno parlato della possibilità del congelamento e preservazione degli ovociti, mi hanno riacceso la speranza. Quando sono arrivata nel Centro di preservazione della fertilità ho subito trovato delle persone splendide che mi hanno spiegato tutto chiaramente… Mi hanno sostenuta tutti…una volta fatto il prelievo degli ovociti mi sono sentita invincibile. Ho visto l’ennesima difficoltà della mia vita trasformarsi in un ricordo…Lo rifarei altre mille volte, perché mi è stata data la possibilità di poter essere felice nonostante la vita mi abbia messo davanti un ostacolo enorme...».

INFO - Al servizio di accede telefonando direttamente allo 011.3134576 nei giorni feriali, dalle ore 11.00-12.30 e dalle ore 14.00 – 15.00. «Nel 2016 in Italia, circa 5mila donne sotto i 40 anni hanno scoperto di avere il cancro, spesso ancor prima di essere diventate mamme, ma solo il 10% di loro ha avuto accesso alle tecniche di preservazione della fertilità», ha concluso il professor Alberto Revelli.