21 ottobre 2018
Aggiornato 14:00

Greenpeace lancia l'allarme: «L'aria a Torino è peggio che a Milano»

La soglia massima di concentrazione media annuale per il biossido di azoto prevista dalla legislazione italiana è di 40 g/m3. La concentrazione media oraria più bassa rilevata da Greenpeace all'ingresso delle scuole torinesi è di 70,9 g/m3, la più alta 108,8 g/m3

TORINO - L'aria delle scuole di Torino è la più inquinata d'Italia. Lo dice Greenpeace, che nelle ultime due settimane ha monitorato l'aria nei pressi di dieci scuole dell'infanzia e primarie di Torino, tra le 7.30 e le 8.30. Rilevate (in 10 scuole su 10) concentrazioni di biossido di azoto (NO2) ampiamente al di sopra del valore individuato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per la protezione della salute umana (40g/m3, microgrammi per metro cubo).

SMOG - La soglia massima di concentrazione media annuale per il biossido di azoto prevista dalla legislazione italiana è di 40 g/m3. La concentrazione media oraria più bassa rilevata da Greenpeace all'ingresso delle scuole torinesi è di 70,9 g/m3, la più alta 108,8 g/m3. Si registrano picchi, in concentrazioni medie su dieci minuti, fino a 123,3 g/m3: un valore preoccupante, se si considera che già nel 2005 l'Oms segnalava come nei bambini gli effetti patogeni del NO2 sul sistema respiratorio siano provati anche per concentrazioni inferiori ai 40 g/m3. Ancor più preoccupante è il fatto che tre monitoraggi segnalino una concentrazione media oraria superiore ai 100 g/m3; e che la media delle misurazioni realizzate da Greenpeace sia di 86,9 g/m3.

GREENPEACE - «La situazione riscontrata nelle scuole torinesi, all'orario della prima campana, è sin qui la peggiore emersa dai monitoraggi che Greenpeace sta facendo nelle quattro città italiane maggiormente interessate dalla concentrazione di biossido di azoto» ha evidenziato Andrea Boraschi, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. «I valori di NO2 registrati a Torino sono più alti di quelli misurati, con identica metodologia e apparecchiatura, presso le scuole di Roma e Milano. Nel loro complesso segnalano non solo un grave problema di qualità dell'aria, quanto un'emergenza sanitaria che esige soluzioni urgenti». L'associazione ambientalista incontrerà a dicembre l'amministrazione comunale torinese sui temi dell'inquinamento e Greenpeace chiede ai sindaci delle città italiane più colpite dal biossido di azoto (Roma, Torino, Milano e Palermo) di prendere presto provvedimenti radicali per abbattere questo inquinante. Secondo Boraschi il capoluogo piemontese «deve cominciare presto a discutere di una data oltre la quale i diesel non potranno più circolare. Città come Parigi, Copenaghen, Madrid, Atene, Stoccarda e altre ancora, che spesso mostrano livelli di inquinamento minori, stanno scrivendo oggi la data oltre la quale i veicoli più inquinanti non potranno più circolare. È una decisione importantissima, che va presa presto, perché deve servire a orientare i consumatori nelle loro scelte di mobilità per i prossimi anni».