11 dicembre 2018
Aggiornato 10:00

«Vigili come il rigurgito di un cane», punito il commento Facebook con multa e lettera di scuse

Aveva offeso i vigili su un gruppo Facebook e ora nello stesso gruppo dovrà scusarsi con gli agenti di polizia municipale. Ma non solo, la Procura lo ha condannato a pagare 300 euro alla struttura La Madonnina di Candiolo
Controlli della polizia
Controlli della polizia (ANSA)

CANDIOLO - Troppo spesso Facebook e i social network più in generale vengono utilizzati per insultare ed esprimere opinioni che magari di persona non vengono dette. Uno degli ultimi casi è successo nel torinese, a Candiolo, dove un uomo, in un gruppo Facebook dedicato al territorio e in un post riguardante i furti in appartamento aveva tranquillamente scritto: «Vigili utili come il rigurgito di un cane, li odio a morte». Commento che non è passato inosservato ed è presto giunto anche alla polizia municipale che, per tutta risposta, hanno presentato querela.

CONDANNATO - Il «leone da tastiera» che aveva insultato la polizia municipale è stato convocato in Procura dove erano presenti alcuni agenti e il comandante Bruno Pavia. La pena è stata minima ma esemplificativa: il reo dovrà versare 300 euro alla Casa di accoglienza della struttura La Madonnina e dovrà scrivere una lettera di scuse agli agenti della polizia municipale pubblicandola sullo stesso gruppo in cui aveva offeso i vigili. Una pena leggera ma che servirà a molti a capire che anche se scritte sui social network le offese hanno lo stesso valore di quelle «reali».