13 dicembre 2017
Aggiornato 21:30
Bike sharing

Parcheggio selvaggio e bike sharing, approvate nuove regole con sanzioni per gli indisciplinati

“La crescita degli spostamenti con mezzi ecosostenibili, a piedi e con il trasporto pubblico è un’opportunità importante per ridurre il traffico e lo smog: andare in bicicletta fa bene all’ambiente e alla salute”

Le bici del bike sharing dentro il fiume Po (© Riccardo Lanfranco)

TORINO - Troppo spesso capita di trovare biciclette verdi, arancioni o rosse lasciate in giro, dove non si dovrebbe, con il cavalletto per la città. E’ quanto si vede da quando è stato dato il via al bike sharing privato free floating delle società Gobee.bike, Obike e Mobike ed è diventato un problema, tanto che la Giunta comunale ha approvato una delibera al riguardo su proposta dell’assessora ai Trasporti Maria Lapietra. Questa stabilisce le linee di indirizzo alle quali il Comune stesso dovrà attenersi nella stesura del bando per individuare gli operatori che nei prossimi 12 mesi gestiranno a titolo sperimentale il servizio free floating di biciclette condivise. «Chiederemo ai gestori di fornirci archetti e stalli per le biciclette», ha spiegato Lapietra, «è una sorta di investimento per la mobilità ciclabile».

Vandalismo a Torino: le bici verdi di Gobee.bike finiscono dentro il fiume Po »

NUOVE REGOLE - «I torinesi sono indisciplinati perché lasciano le biciclette dove non si dovrebbe», ha detto la sindaca spiegando la delibera di questa mattina, «per ora ci sono tre gestori e ne sta arrivando un quarto per questo c’è bisogno da regolamentare il tutto». E il regolamento parte proprio dai parcheggi: le biciclette dovranno essere lasciate ordinate in aree dedicate oppure, se al di fuori di esse, non essere d’intralcio ai pedoni e, più in generale a chi si muove in città, così come stabiliscono le norme del codice della strada. Regola nuova anche quella dell’investimento, per un valore parametrato a 20 euro per ciascun mezzo della propria flotta, che i gestori dovranno al Comune. In totale ogni società potrà immettere in città fino a 5mila biciclette e quello che il Comune incasserà servirà per migliorare il servizio (con archetti e stalli) e per aggiustare e prolungare le piste ciclabili come, per esempio, quella di via Nizza o quella a cui è stato dato il via poche ore fa che collega Porta Susa a Porta Nuova.