16 ottobre 2018
Aggiornato 04:30

Eventi a Torino, ecco cosa fare martedì 12 novembre

Dopo il lungo weekend dell'Immacolata, la settimana inizia in relax con appuntamenti dedicati a cinema, teatro, musica e fotografia
Torino, ecco cosa fare martedì 12 novembre
Torino, ecco cosa fare martedì 12 novembre (Anna Brener - ahutterstock.com)

TORINO – Un martedì sera di tranquillità e di cultura per ripartire con calma. Ecco qualche consiglio per godersi al meglio il tempo libero tra teatro, musica, cinema e fotografia.

Cinema
Al Cinema Massimo alle 20.30, Anselma Dell’Olio presenta il suo documentario «La lucida follia di Marco Ferreri» realizzato in occasione del ventennale della morte di Marco Ferreri e presentato in anteprima mondiale alla 74 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. L'evento è realizzato in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà e Rai Cinema. Il documentario è un viaggio nel cosmo unico – insieme sovrannaturale e terragno – dell’autore. Un uomo che abbandona gli studi di veterinaria ma mai gli animali, scegliendo di occuparsi principalmente dell’essere umano nella sua essenzialità corporea e desiderante. Per avvicinare al mondo frastagliato e organico, per alcuni ostico di Ferreri, il film offre clip dei suoi film spagnoli, italiani e francesi e testimonianze nuove, illuminanti sul suo modo di dirigere gli attori, offerte dai protagonisti che hanno dato il soffio della vita ai suoi personaggi e dai suoi sostenitori più celebri e affezionati.

A teatro
Al Teatro Espace, alle 21, lo spettacolo «Fermati...Una storia d'amore». Lo spettacolo invita gli spettatori già dal foyer a partecipare ad un momento che stimola a vivere sensazioni, intuizioni, emozioni, visioni. Attraverso un approccio sensoriale, ambientale, musicale e di parola che evoca, viene raccontata, o meglio «vissuta» una storia d’amore tra due persone fragili e spaventate dall'abbandonarsi a questo sentimento. Un «Amore cieco», come racconta il mito greco, accompagnato dalla Follia. Ma la realtà ogni tanto supera la fantasia. Gli spettatori sono inseriti in questo mondo creato intorno a loro nel buio e ricevono gli stimoli per condividere i momenti culmine e le emozioni di una storia d’amore.

Jazz
Al The Mad Dog Social Club, alle 21, il live del «The Essence Quartet». Il quartetto nasce nel Novembre del 2015 e subito inizia a muovere i primi passi in alcune delle più interessanti realtà del jazz italiano ed estero. Il repertorio della formazione torinese, che spazia tra brani inediti ad arrangiamenti originali di standard, contamina le radici del jazz con sonorità funky e progressive. Il quartetto composto dalla sassofonista finlandese Sara Kari, Emanuele Sartoris al piano, Dario Scopesi al contrabbasso e Antonio Stizzoli alla batteria, si incontra nel corso del Torino Jazz Festival e a meno di un anno dalla sua formazione realizza nell’estate del 2016 la sua prima tournée estiva in Finlandia (Joroinen Music Festival, Savonlinna Jazz Club). Nell’autunno dello stesso anno suona al Jazz Club di Torino, ed è ospite alle edizioni del Novara, Ivrea e Moncalieri Jazz Festival. Nel gennaio del 2017 registra per Emme Produzioni Musicali «Here & Now» (giugno 2017), il proprio disco d’esordio. Si sottolinea la recente esperienza che li ha visti ospiti musicali in diverse puntate della trasmissione Tv «Nessun Dorma» condotta da Massimo Bernardini su RAI 5 ed vicinissimo Tour a Madrid previsto in novembre che si concluderà presso la celebre Sala Clamores.

Fotografia
Alla Biblioteca Civica Villa Amoretti, dalle 17 inaugura la mostra Musicisti, strumenti e musicanti in un secolo di fotografia. La mostra si snoda in un percorso di circa 70 immagini vintage, di autori italiani ed esteri, scattate dal 1855 al 1980, aventi come tema la musica, colta o popolare che sia, e i diversi modi di documentarla. Un'indagine che parte dalla nascita della fotografia e che sfiora i differenti modi di rappresentarla per immagine nel corso del tempo. Una carrellata storica che ci permette di navigare attraverso la nostra società e l'evoluzione del costume. Ritratti di compositori, musicisti professionisti e orchestre si alternano a musicanti improvvisati, di strada e a bande musicali. Dalla primitiva immagine di violinista datata 1855, definita giustamente da Pierangelo Cavanna di gusto Chagalliano, alle immagini di Guido Calvi, dei Fratelli Amodio, Felice Beato, Raimund Von Stillfried, Guido Rey, Raffaele Menochio, Sophie Auguste Roesen, Pierre Apers, De Mirjian, Mario Camuzzi e Ghitta Carell per approdare alle interpretazioni dei fotografi contemporanei spesso inserite in un contesto sociale e urbano che connota e rievoca fortemente i nostri anni Cinquanta, Sessanta e Settanta del Novecento. Stereoscopie tissue, carte de visite, cianotipi, stampe all’albumina, al carbone e alla gelatina bromuro d’argento, tante storie e personaggi che prepotentemente riemergono, come quella del famoso (nell’Ottocento) pianista cieco Tom Wiggins, i suonatori ambulanti di Felice Beato sapientemente colorati a mano, il musicista Gnawa di guembri che nel 1870 popolava le strade di Tunisi, i pastori siciliani che in occasione del Natale diffondevano a Taormina il suono delle zampogne e delle ciaramelle, il trio dei fratelli Grasso, la Schola Cantorum di Albugnano, l’orchestra del piroscafo Principessa Mafalda di Savoia che poco tempo dopo essere stata immortalata sarà protagonista di una terribile sciagura, le orchestre jazz degli anni Trenta, compassati musicisti, musiciste glamour dallo sguardo ammiccante e musiciste virtuose che guardano e carezzano i loro strumenti come un figlio o un amante. La fotografia purtroppo è priva di sonorità ma il suo forte potere evocativo sembra fare riecheggiare nell’aria la musica in tutte le sue diverse espressioni.