16 ottobre 2018
Aggiornato 04:30

Liquido infiammabile, lame e petardi: così i No Tav assaltavano il cantiere di Chiomonte

Tre le persone arrestate dalla Digos: sono i leader degli antagonisti di Askatasuna e di un centro sociale di Pisa

TORINO - Resistenza e violenza a pubblico ufficiale, travisamento, possesso e lancio di artifici esplodenti: sono questi i capi d’accusa mossi nei confronti di tre leader dei centri sociali Askatasuna di Torino e Newrotz di Pisa, i cui arresti sono stati convalidati nella giornata di ieri. 

IL SEQUESTRO - Secondo gli agenti della Digos, Umberto R., Alice S. e Cesare C. sono responsabili dei reati sopracitati commessi durante la «tre giorni» di mobilitazione organizzata dal movimento No Tav durante la «celebrazione della liberazione del cantiere di Venaus avvenuta nell’anno 2005». Nelle aree in cui i facinorosi hanno effettuato il raid, gli agenti della Digos hanno ritrovato una roncola (una lama di grandi dimensioni), uno zaino con dentro due bottiglie di liquido infiammabile, due torce a vento, rotoli di carta e una batteria per il lancio multiplo di 16 artifici pirotecnici. Il materiale è stato sequestrato.

IL PROVVEDIMENTO - In seguito all’udienza, il Gip ha disposto l’obbligo di dimora nel Comune di Torino con contestuale presentazione bisettimanale alla polizia giudiziaria per Umberto R. e Alice S., mentre per quanto riguarda Cesare C è stato disposto l’obbligo di dimora nella provincia di Pisa con conseguente presentazione bisettimanale alla polizia giudiziaria. Tutte e tre le persone non potranno più entrare nei Comuni di Chiomonte, Giaglione, Chianocco, Bussoleno e Susa. Il divieto è stato esteso anche a Torino per Cesare C.