16 ottobre 2018
Aggiornato 04:30

Mercatini di Natale con sorpresa in piazza Castello: sequestrato falso cachemire

Incuriositi da un prezzo di vendita troppo base, i finanzieri si sono finti clienti e hanno scoperto la frode
La Guardia di Finanza di Torino in azione
La Guardia di Finanza di Torino in azione (Guardia di Finanza)

TORINO - Prima grana per i mercatini di Natale di piazza Castello: nella giornata di ieri, la Guardia di Finanza di Torino ha effettuato un intervento tra le bancarelle del mercato, sequestrando centinaia di sciarpe e pashmine al titolare di uno degli chalet che si trovano tra Palazzo Reale e Palazzo Madama. L’uomo, un commerciante indiano da anni residente in Italia, spacciava per cachemire i prodotti venduti che in realtà erano composti in poliammide e acrilico.

IL SEQUESTRO - I finanzieri, incuriositi dal prezzo troppo basso praticato, si sono finti clienti acquistando alcuni capi spacciati per filati pregiati. Le successive analisi condotte presso il laboratorio «BuzziLab» di Prato ne hanno accertato la composizione in poliammide e acrilico, confermando la falsità nelle indicazioni della merce. Per questo motivo, la Procura della Repubblica di Torino ha disposto il sequestro della merce rubata. La perquisizione è stata estesa a un deposito nel centro di Torino e nel furgone del commerciante e ha permesso di sequestrare più di 2500 sciarpe. Il commerciante ora dovrà rispondere di frode in commercio e verrà multato fino a un massimo di 5.164 euro.

PARLANO GLI ORGANIZZATORI - L’episodio ha suscitato la reazione di Mercatini di Bolzano srl, società che ha vinto il bando per organizzare i mercatini in piazza: «La Mercatini di Bolzano srl, in relazione al sequestro posto in essere dalla Guardia di Finanza ai danni d i un espositore dei Mercatini di Natale in piazza Castello, si dichiara totalmente estranea ai fatti. – sottolineano gli organizzatori – In merito alla presenza dell’azienda oggetto degli accertamenti degli uomini delle Fiamme Gialle, abbiamo svolto tutte le attività necessarie perché, dietro loro richiesta, fossero inseriti in piazza Castello». La società ha fatto sapere di valutare di adire a vie legali per il danno di immagine prodotto dalla vicenda.