21 ottobre 2018
Aggiornato 15:00

Chiude la biblioteca della GAM, l'assessora Leon risponde alla lettera di protesta degli studenti

Gli studenti di Storia dell'Arte di Torino hanno scritto una lettera alla sindaca Appendino per chiedere che la biblioteca resti aperta. Il commento della Leon
Assessore alla Cultura Francesca Leon
Assessore alla Cultura Francesca Leon (Twitter)

TORINO - La biblioteca della GAM chiuderà, lo ha annunciato in Consiglio Comunale l'assessora alla Cultura Francesca Leon che ha spiegato le ragioni di questa scelta con l'obiettivo di istituire un polo bibliotecario unico e integrato, in cui utenti e studiosi siano facilitati nella ricerca dei volumi del patrimonio librario della città. Non hanno accolto altrettanto bene la notizia gli studenti di Storia dell'Arte di Torino che, carta e penna alla mano (me li immagino così), hanno scritto una lettera indirizzata alla prima cittadina Chiara Appendino e all'assessora stessa per chiedere che la Biblioteca della GAM resti aperta. 

LETTERA - «Siamo gli stessi che tre anni fa occuparono simbolicamente in più di 50 la biblioteca e che raccolsero in poche settimane più di 1200 firme di cittadini torinesi contro una semplice riduzione d’orario» si legge nella lettera rivolta alla sindaca e ancora «Il fatto che sostenessi allora la nostra battaglia è stata la ragione per cui più di uno di noi ha deciso di votarti». Non viene risparmiata dagli attacchi neppure l'assessora Leon di cui si sottolinenano le "inesattezze superficiali" con cui ha trattato la questione in Consiglio Comunale, in seguito a una interpellanza del consigliere Tresso e Foglietta. Tanta amarezza insomma da parte degli studenti di Torino che non intendono arrendersi all'idea che la storica biblioteca della GAM «difesa in passato anche sotto le bombe» possa davvero chiudere i battenti. «La lettera dei giovani alla sindaca dimostra la loro affezione alla biblioteca» ha commentato l'assessora Leon, «Noi siamo consapevoli di quanto questa sia importante, della sua ricchezza e della sua storia, ma i cambiamenti devono avere una prospettiva più ampia: vogliamo costruire un polo librario unico, in cui le collezioni dei diversi enti si possano integrare armonicamente in un'unica sede. L'obiettivo è quello di dare un servizio migliore a tutti i cittadini e per farlo dobbiamo lavorare sul complessivo, sull'intero patrimonio della città».

COMUNE - Al momento la "biblioteca della discordia" resta aperta (fino a data da definirsi), ma cosa c'è da aspettarsi per il futuro? «E' in corso un dialogo con la biblioteca Nazionale per avviare il trasferimento dei volumi. Stiamo ragionando sullo spazio dei depositi che ospiteranno l'imponente collezione della GAM e su tutta una serie di questioni logistiche non semplici che stanno rallentando il processo». Anche il trasloco alla Nazionale tuttavia preoccupa gli studenti: una volta trasferito, il fondo della GAM rimarrebbe bloccato a com'è oggi e non potrebbe crescere nemmeno con gli scambi con altri musei di cui ora la biblioteca gode. Non è d'accordo la Leon che ribatte: «La città non rinuncia al patrimonio librario della GAM, è stato fatto un comodato, perciò gli scambi potranno continuare anche in futuro».

OPERATORI - Per quel che riguarda invece il personale attualmente a lavoro all'interno della biblioteca? L'assessora Leon ha garantito in Consiglio Comunale il riassorbimento degli 11 dipendenti impiegati al momento. Ma anche su questo punto qualcosa sembra non tornare: «Non sappiamo se abbia volutamente confuso i piani o se abbia parlato di situazioni che non ha avuto il tempo di approfondire, ma i dipendenti della biblioteca non sono 11 e nessuno di loro ha nel contratto l’opzione del ritorno in Comune. Ne godono solamente in pochissimi nel personale scientifico e amministrativo: si tratta delle persone che hanno lavorato in Comune prima della nascita della Fondazione, quindi molti ormai prossimi alla pensione». Su questo punto l'assessora alla Cultura della Città di Torino appare conciliante e ribadisce che: «Gli ex dipendenti del Comune verranno reintegrati in Comune e la Fondazione Musei è pronta ad aprire un tavolo di dialogo al fine di non disperdere la professionalità e l'esperienza di queste persone. Per chi è prossimo alla pensione poi si possono studiare delle soluzioni ad hoc». Pare insomma che ci sia da parte dell'amministrazione cittadina la volontà di trovare "una quadra" per garantire il posto di lavoro agli attuali dipendenti della biblioteca. Restano comunque molti interrogativi aperti dati dal fatto che ci troviamo in un momento di transizione. Non rimane quindi che aspettare e vedere, in primis, quali accordi verranno presi con la biblioteca Nazionale di Torino, cosa ne sarà al netto degli ex dipendenti della GAM e se il fondo della biblioteca specialistica continuerà a crescere oppure no.